RICETTE dessert


Categoria: dessert

Frittelle rinascimentali


INGREDIENTI

500 g di fior di farina - 2 bicchieri di latte - 2 uova - 130 g di uva sultanina - 50 g di cedrini canditi- 50 g di pinoli- 100 g di zucchero - 20 g di lievito di birra - ½ bicchiere di grappa - La scorza grattugiata di un arancio - 1 bustina di vanillina - Sale q.b. - abbondante olio di girasole - Zucchero a velo

PREPARAZIONE

Lavare l’uvetta e lasciarla in ammollo in un po’ di grappa per circa mezz’ora.

Versare la farina in una scodella ed incorporavi un po’ di latte, le uova e lo zucchero facendone un impasto morbido.

Unirvi poco sale, il lievito sciolto in acqua tiepida, l’uvetta scolata e asciugata, i cedrini canditi.

Rimescolare con molta cura il composto in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino bene, avendo cura che non si formino delle bollicine d'aria sulla superficie.

Mettere l’impasto in un luogo tiepido e lasciarlo lievitare per un paio di ore.

Lavorare ancora l'amalgama, ed aggiungere latte se dovesse risultare poco fluida.

Friggere il preparato a piccole cucchiaiate in abbondante olio bollente.

Mettere le frittelle su carta assorbente per scolare l’olio in eccesso, e servirle calde in un vassoio da portata dopo averle spolverate con zucchero a velo.

 

Storia

La prima ricetta ufficiale delle frittelle alla veneziana, tipiche delle feste carnevalesche rinascimentali delle classi superiori, è attribuita a Bartolomeo Scappi (cuoco personale di papa Pio V) ed autore del trattato “Opera”, uno dei più completi libri di gastronomia del XVI secolo. 

Fu nel Settecento che le frittelle divennero “dolce nazionale dello Repubblica Serenissima”, e la loro preparazione era una prerogativa della corporazione dei “fritoleri”. Lo storico Giovanni Marangoni così descriveva queste figure: 

“Cuocitori e venditori a un tempo, impastavano la farina sopra ampi tavolati per poi friggerle con olio, grasso di maiale o burro, entro grandi padelle sostenute da tripodi. A cottura ultimata le frittelle venivano esposte su piatti variamente e riccamente decorati, di stagno o di peltro. Su altri piatti, a dimostrazione della bontà del prodotto venivano esibiti gli ingredienti usati: pinoli, uvette, cedrini,”

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