Dadolata di pesce spada alla Magellano

Categoria: celebrita'

Testo di Stefano Buso accademico AIGS - esperto di gastronomia e cucina storica

 

Ingredienti

Pesce spada, filetti d'acciuga, crostoni di pane, noce moscata, succo di limone, olio evo, aceto di vino bianco, zucchero, aglio, cipolla, basilico, sale, pepe

Preparazione
Ricavare una dadolata grossolana da alcuni tranci di pesce spada. In una casseruola di terracotta far appassire aglio e cipolla triti con olio d’oliva extravergine. Unire qualche filetto d’acciuga tagliuzzato, e insaporirlo nel fondo. Continuare incorporando i tocchi di pesce spada. Mescolare con cura, aspergere di noce moscata grattugiata e poco pepe; aggiungere un po’ d’acqua o fumetto di pesce (se disponibile).

Cucinare il tutto a fiamma mite per circa dieci minuti, avendo cura di scuotere la casseruola onde evitare che il pesce attacchi al fondo della marmitta. A cinque minuti dalla fine, unire del succo di limone filtrato, poco aceto e dello zucchero. Lasciar insaporire sul fuoco per un paio di minuti. Alla fine accomodare di sale, di pepe e colorare con foglie di basilico spezzettate.

Servire su crostoni di pane aromatizzati all’aglio con un filo d’olio d’oliva extravergine.

 

Storia

Ferdinando Magellano nacque nel 1480 a Sabrosa, in Portogallo. Morì all’età di 41 anni – nel 1521 – a causa di uno scontro con gli indigeni di Cebu Mactan (Filippine). 

È passato alla storia come navigatore ed esploratore. Nei fatti Magellano fu ben di più: un visionario illuminato che capì ante litteram le opportunità che potevano derivare dalla padronanza dei mari. All’epoca non c’erano chissà quali possibilità di viaggiare, in pratica, via terra o via mare. In ogni caso, il mezzo più rapido per collegare i continenti era attraverso l’acqua.
Le navi avevano proporzioni modeste rispetto alle attuali, e “andar per mare” significava stare a lungo lontani dalla patria. In parole povere, la vita a bordo dei battelli che solcavano i mari verso l’Asia era abbastanza grama. Uno dei primi obiettivi del navigatore portoghese fu di trovare “un passaggio” verso le Isole delle Spezie. Queste si trovavano nell'arcipelago Indonesiano delle Molucche, e per raggiungerle bisognava circumnavigare l’Africa.
Magellano, dopo aver acquisito esperienza marittima, convinse Carlo V a foraggiare una spedizione verso l’Indonesia, passando a sud dell’America Latina, e non doppiando il Capo di Buona Speranza (punta estrema dell’Africa). Era persuaso di raggiungere l’Asia attraverso uno stretto braccio di mare situato tra la parte meridionale dell’Argentina e la Terra del Fuoco. In pratica, dall’Atlantico al Pacifico, e da lì procedendo verso le Isole delle Spezie. Si racconta che fosse convinto di questa possibilità grazie ad una misteriosa mappa geografica e dai racconti (non sempre plausibili) della gente di mare. Forse era una sensazione spicciola, ad ogni modo la storia gli diede ragione. Magellano, nel novembre del 1520, riuscì nella sua impresa oltrepassando lo stretto, che in seguito prese il suo nome. Fu un successo strategico che cambiò le sorti delle comunicazioni.
Le isole, a quel tempo, erano una meta di prestigio per la loro ricchezza, e cioè le spezie, che nel ‘500 valevano più dell’oro. Grazie a chiodi di garofano, noce moscata e macis parecchi mercanti accumularono incredibili fortune. Dobbiamo riconoscenza a valenti navigatori come Fernando Magellano, poiché non ebbero timore di sfidare il fato. La sete di conoscenza e l’insaziabile curiosità spinsero gli uomini alla ricerca di mondi solo in apparenza impenetrabili…