RICETTE sfiziosita'


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Frittella catas o cattas


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi.

 

Ingredienti

1 kg di semola rimacinata, 4 uova, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino di polvere di vaniglia, 300 g pasta madre rinfrescata, 800 ml di latte, 1 pizzico di sale, 2 cucchiai di anice, 2 arance. 2 lt olio di arachide.

Preparazione

In una ciotola di terracotta versate la semola e nel mezzo versate mezzo litro di latte tiepido e scioglietevi la pasta madre. Fatene un impasto uniforme e ponetelo a riposare coperto con una coperta di lana per circa 3-4 ore, e fino al raddoppio del volume. Finito il tempo di riposo, riprendete l’impasto e ponetelo sul tavolo di lavoro e lavoratelo con le mani finché non raggiunge una buona elasticità. Aggiungete a quel punto e man mano, le uova sbattute e, sempre impastando, 300 ml di latte e il succo delle arance. Alla fine l’impasto risulterà molto morbido. Ritrasferitelo nella ciotola di terracotta e lavoratelo con i pugni, rivoltandolo più volte per renderla ulteriormente elastica. Aggiungete man mano lo zucchero, anice, scorza delle arance, sale e continuate a impastare per inserire all’interno gli ingredienti. Coprite la ciotola con un coperta e lasciate riposare per un paio d’ore e alla fine l’impasto dovrà risultare fluido. Scaldate l'olio in una padella. Ungete di olio un imbuto da frittura e poi con il dito bloccate il foro. Versate all’interno dell’imbuto la pastella e a spirale partendo dal centro, fatela scendere sull’olio caldo. Quando sarà ben dorata, rigirate e fare dorare dall'altro lato. Scolate su carta assorbente, spolverate di zucchero semolato e servitele calde.

Informazioni

Tutta la Sardegna festeggia il carnevale con le sue frittelle: briniols, brignolos, catas, frisgiolas, frisjolas, frijolas, tzipulas, uvusones, meraviglias, angelotos  e altre ancora. La base dell’impasto è quasi sempre simile. Si parte sempre da una pastella fluida, o solida, di farina e acqua. Nelle diverse zone si sono affermate poi delle varianti, sia negli impasti, che potevano essere dolci o salati, sia nei condimenti. Gli impasti base potavano essere arricchiti con uova, strutto, formaggio, latte, frutta fresca o secca. La frittella sarda chiamata Tzipula, ha un nome molto simile alla zeppola che è diffusa in buona parte dell’Italia meridionale. Le frittelle hanno sempre assunto forme fantasiose: rotonde, a spirale, a serpente, vuote, ripiene e potevano essere bianche, o colorate con lo zafferano. 

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