NOTIZIE vino - vitigni


Categoria: vino - vitigni

Tipologie di vini liguri


Testo dell'ambasciatore AIGS Bruno Cantamessa. Docente, scrittore, executive chef, studioso e ricercatore della cucina tradizionale. Co-autore de La Cucina Storica.

 

Il greco Strabone (I sec. a.C.) nel suo trattato “Geografia” osservava: “I liguri vivono di latte e di bevande a base di orzo; comperano a Genova olio e vino d’Italia; il poco vino che essi producono direttamente, è resinoso ed aspro”. Questa la prima testimonianza, anche se non incoraggiante, della presenza della vite nelle zone liguri.
La conquista romana dovette portare ad un miglioramento della produzione, se Plinio il Vecchio riconobbe i liguri esperti vinificatori, e Marziale ne parlò entusiasticamente.
Bisogna arrivare al Medioevo per avere un quadro abbastanza stabile della coltura della vite in questa regione, condizionata dalla duplice attività marittima e terrestre delle sue genti.
Ancor prima dei tempi della Repubblica di Genova, i marinai della flotta lavoravano la terra solamente nei periodi di sbarco, e nelle cosiddette “fasce”, piccoli appezzamenti agricoli ricavati sulle balze retrostanti i villaggi di mare, impiantavano le barbatelle di vite raccolte nei punti più impensati delle coste mediterranee. Proprio da questa vocazione marinara, deriverebbe il grande numero di vitigni che ancora oggi caratterizzano la viticoltura della Liguria.
Dante, Boccaccio, Petrarca, decantarono i vini della riviera di Levante, mentre i prodotti della riviera di Ponente, trovarono la loro sublimazione letteraria nel ‘400 con Jacopo Bracelli che esaltava fra gli altri lo squisito Moscato prodotto nella “piccola città” di Taggia.
L’apice della fioritura dei vini liguri si raggiunse nel ‘500, quando anche Paolo III degustava nella stagione invernale il pregiato nettare delle Cinque Terre.
Successivamente, il Carducci (… infuso di tutti i profumi e le ebbrezze dionisiache) e il Pascoli (rugiada fecondatrice e rinfrescatrice) si sono innamorati del vino ligure, forse più noto nel passato che ai tempi contemporanei, dove l’attività turistica ha sottratto buona parte degli spazi ai vigneti.

Oggi la viticoltura ligure si concentra prevalentemente sulle zone intorno a La Spezia, le Cinque Terre e buona parte della riviera di Ponente. Per ovvie ragioni geomorfologiche, il suolo dedicato alla coltivazione dell'uva in Liguria è esiguo ed è quasi tutto situato in terrazzamenti appositamente creati dall'uomo sulle pendici delle montagne.

 

Vitigni a bacca bianca  

Vermentino: In Liguria il vitigno è noto anche con i nomi di Malvasia Grossa, e Carbesso o Carbess. In Liguria, questo vitigno è maggiormente sviluppato nella Riviera di Ponente. Un bel colore giallo paglierino con note intense di frutta fresca. Ha una bella struttura, una piacevole alcolicità supportata da una discreta freschezza e sapidità con il caratteristico finale dal fondo amarognolo. E’ un vino che dovrebbe essere bevuto entro i 2-3 anni dalla vendemmia.

Pigato: Il pigato è un vino prodotto dalle uve di pigato nella riviera ligure di ponente, in particolare nella piana di Albenga. È un vino dal colore giallo paglierino che, se invecchiato tende a divenire giallo dorato; ha sapore sapido e secco, profumi di macchia mediterranea e polpa gialla. Di notevole eleganza.

Bianchetta: Il Golfo del Tigullio Bianchetta Genovese è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Genova. Di colore giallo paglierino più o meno carico, odore fine, delicato, discretamente persistente, sapore secco, sapido, pieno, caratteristico.

Mataòssu - Lumassina: Il Lumassina e' un vitigno che viene prodotto in un' area abbastanza circoscritta, tra l'entroterra di Noli e di Varigotti, dove viene “battezzato” con il nome di Mataòssu. Dal colore giallo paglierino, secco, con buona persistenza e dai sapori fragranti e leggeri di fiori bianchi di campo, profumi di susina gialla.

Cinque Terre: E' forse il vino più famoso della Liguria ed il simbolo dell'enologia ligure. Ricco di una grande tradizione e di una buona notorietà anche oltre confine. di colore giallo paglierino e di sapore fresco ed asciutto con un profumo delicato di erbe di campo ed un lieve sentore di salmastro. Si abbina con piatti di pesce e con i primi piatti tipici della cucina ligure.

 

Vitigni a bacca rossa  

Rossese di Dolceacqua:  Il Rossese di Dolceacqua è un vino prodotto nel ponente ligure, ed esattamente in val Nervia, in provincia di Imperia. Questo vino prende nome dal borgo di Dolceacqua. Pare che Papa Paolo III Farnese fosse un suo estimatore, nonchè  apprezzato dallo stesso Napoleone. Il profumo è lieve, fragrante e floreale da giovane, se giustamente affinato si fa intenso e persistente, con sentori complessi di rosa leggermente appassita e di fragola di bosco matura.

Ormeasco: L’opinione più diffusa fra gli storici è che l’Ormeasco sia una clone del Dolcetto; è un vitigno coltivato esclusivamente nella provincia di Imperia; di colore rosso rubino vivo; odore discretamente persistente, vinoso e caratteristico; sapore asciutto, gradevole, di medio corpo e con una vena amarognola.

Granaccia: Il Granaccia è un vino rosso, tipico della zona di Quiliano. Il nome scientifico è Granaccia o Grenaccia: è di origine spagnola (Alicante o Grenache) ed è  stato portato nella nostra zona nel secolo XVIII. Di colore rosso intenso tendente al rubino, fragrante, che può farsi intenso con sentore di more e di ribes se adeguatamente affinato.

Ciliegiolo: del Golfo del Tigullio, presenta un caratteristico color rubino intenso, una limpidezza brillante e un profumo gradevolmente fruttato.

Leggi news Liguria





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria