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Lombardia dal Franciacorta al Pinot nero


Franciacorta
Franciacorta

La “Vitis vinifera sativa”, quella che coltiviamo attualmente, si sarebbe estesa in Lombardia nel VII-V sec. a.C. ad opera degli Etruschi e degli Atesini. Verso la fine di tale periodo l’uva avrebbe trovato l’impiego in vinificazione, con sistemi rudimentali ma tali da ottenere vino bevibile. Le tecniche si svilupparono con l’occupazione romana, periodo in cui si posero le basi dei famosi vini “retici”, citati anche da Virgilio. Invece Catullo nelle sue opere ricorda i vini di Sirmione, elaborati dal padre esperto vignaiolo, che venivano inviati a Roma su esplicita richiesta di Giulio Cesare.
Con la caduta dell’Impero romano il settore vitivinicolo attraversò un periodo di crisi, ma questo non impedì agli Ostrogoti d’apprezzare i vini di Garda definiti “regali”.
La viticoltura riprese vigore e slancio a poco a poco verso il Mille, ma il vino prodotto si presentava asprigno e poco adatto ad essere conservato. Nell’alto Medioevo furono i monaci di Santa Giulia di Brescia, di Goliano, del Comasco e di Bobbio a rilanciare la lavorazione della vite.
Andrea Bacci nella sua apprezzata opera “De naturali vinorum hostaria”, apparsa in Roma nel 1596, presenta tra l’altro un’interessantissima rassegna di vini italiani, fra i quali figurano quelli del lago di Como, della Brianza, del Bergamasco e del Bresciano.
All’incirca nello stesso periodo, in Francia per il progredire delle tecniche enologiche vennero prodotti dei chiaretti, che ben presto furono imitati anche dai viticoltori lombardi con un salto di qualità delle produzioni locali. Un’ulteriore miglioramento dei vini si verificò nel ‘700 in cui la vite cessò di essere maritata all’albero e si passò al palo secco e all’applicazione della potatura corta.
Oggi la Lombardia ha nella provincia di Brescia e in quella di Pavia i due distretti vinicoli più importanti. Nel bresciano, sopratutto in Franciacorta, nascono forse i migliori vini spumanti italiani. L’Oltrepò è la culla del Pinot Nero italiano, mentre la Valtellina offre grandi rossi come il Sassella e lo Sfursat a base di uve Nebbiolo. Sul lago di Garda si producono eccellenti bianchi fruttati come il Lugana.
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