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San Raffaele del grano


Testo a cura di Ivana Tanga. Giornalista ed editorialista. Curatrice di testi culturali per Isoradio Rai. Autrice de I Malavoglia a tavola e del saggio sull'antica cucina greca "A tavola con gli dei". Collabora con varie testate tra le quali Eureka e Foroellenico rivista edita dall'Ambasciata di Grecia in Italia.

 

“Ancora oggi in alcune regioni greche si celebra la festa del raccolto di Cerere” annotava ,con stupore e compiacimento, Jakob Bachofen nel suo diario di viaggio sulla Grecia. In particolare è la celebrazione di San Raffaele, che va in scena ai primi di luglio nel villaggio di Perahori (Itaca), ad inaugurare il calendario delle feste del grano in Grecia. Proprio come in un ‘naos’ pagano, la sacra icona di San Raffaele, addobbata con fiori multicolori e piante di basilico, appare contornata di offerte votive, semplici prodotti della terra come pani, cesti di grano, olio, vino.  La “sacra triade” mediterranea sembra trovare la sua massima consacrazione nel boccascena di questa piccola chiesetta di campagna nella Grecia profonda. La cerimonia ha inizio suggestivamente  con l’accensione delle candele conficcate nei sacri pani, preparati in casa dalle donne del villaggio. Le autorità ecclesiastiche al gran completo, con in testa il ‘despota’ di Cefalonia,  officiano il sacro rito della benedizione dei prodotti della terra.  Proprio come un antico sacerdote pagano, il gran despota benedice pane e grano. Per primo tocca all’artoclasìa, il pane lievitato al profumo di cannella, grande icona della devozionalità greco-ortodossa. Poi è la volta del grano, offerto coreograficamente in un grande cesto decorato con foglie di basilico, pianta sacra, legata da sempre alla sfera divina. E’ così che il profumo del pane e del basilico si mescola ai canti e alle litanie, in un’atmosfera in cui il limite tra sacro e profano è quasi impercettibile. Al termine della sacra liturgia, nell’area antistante la chiesa, i fedeli consumano i prodotti appena consacrati. Di particolare interesse è la ‘spernà’, una zuppa di grano condita con semi di melagrana, uvetta, noci e mandorle. Tutti frutti dalla forte valenza propiziatoria. Una vera e propria comunione con madre natura.

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