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Storia padella e frittura


Il suo nome deriva dal latino “patella” ossia piccolo piatto.
È un recipiente di metallo, rotondo, basso, a sponda curva, munito di manico di una lunghezza generalmente pari al diametro. Utensile utile per le tecniche di cottura del friggere e del saltare.
Ha un’origine lontana e l’esemplare più antico è stato rinvenuto negli scavi di Pompei.
La forma attuale della padella risale probabilmente al XVII sec.
Per la sua realizzazione all’inizio veniva utilizzato il ferro battuto al martello, successivamente si adoprarono dapprima ferro smaltato, poi alluminio ed infine acciaio inossidabile.
La sponda ricurva, invece che dritta, la rende più idonea delle casseruole basse a certe preparazioni, diventando indispensabile per le frittate.
Il ferro nero con il quale vengono ancora costruite le padelle classiche, dette “lionesi”, è il materiale ideale per tutti i tipi di frittura, perché grazie alla sua caratteristica di modesto conduttore di calore, agisce quale “regolatore” dalla fiamma, evitando i bruschi aumenti di temperatura all’interno del recipiente.
A parte le padelle professionali usate per le preparazioni alla lampada, che sono di rame e a volte d’argento, oggi le normali padelle più usate sono fatte di due materiali: ferro nero e alluminio antiaderente.
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