NOTIZIE spezie - erbe


Categoria: spezie - erbe

Storia e proprietÓ macis


Plinio lo descrive come “la corteccia rossa di un albero sconosciuto”.
Importato dall’Indonesia in Europa dagli Arabi, oggi capita che il macis sia erroneamente chiamato “fiore della noce moscata”. In realtà si tratta della membrana carnosa che avvolge la noce moscata stessa. Il macis, dopo essere stato separato dal seme, viene messo ad asciugare al sole per un giorno o due. Può essere usato ancora abbastanza fresco come aroma, ma molto spesso si completa l’essiccazione, al fine di conferirgli un profumo più pronunciato, chiudendolo in casse di legno per tre o quattro mesi.
Utilizzato intero o spezzettato, il macis era la spezia preferita dal capo cuoco di Carlo V , per timballi, paté, torte o focacce.
Il suo gusto sottile mal sopporta l’accostamento con altri aromi che non siano pepe o chiodi di garofano . Nel ‘700 era dieci volte più costoso e pregiato della noce moscata.
A tale proposito si racconta di un Signorotto che, in cambio di fantomatici “alberi del macis”, face abbattere tutti gli alberi di noce moscata delle sue terre per consegnare una forte somma ad un mercante avventuriero.

In Oriente viene usato soprattutto per le sue proprietà curative: l’infuso di alcuni frammenti di macis (tenuti in ammollo nell’acqua), combatte la nausea, aiuta la digestione e risolve problemi ai bronchi.





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria