NOTIZIE salumi - carne


Categoria: salumi - carne

Storia prosciutti di carni non suine


Oltre a quelli di maiale, un po’ ovunque in Europa e nel mondo, si producono prosciutti ricavati dalle cosce d’altri animali, quali il cinghiale, il camoscio, il cervo, la capra, lo stambecco, l’oca e il tacchino.
Il tipo di salume più vicino al prosciutto tradizionale è quello ottenuto dalla coscia di cinghiale, stagionata intera con lo zampetto attaccato. In Italia i prosciutti di questo animale selvatico sono tipici della tradizione venatoria maremmana e umbra, ed i migliori vengono ottenuti da soggetti giovani, stagionati per non più di sei-sette mesi.
I prosciutti di cervo, la cui polpa è dolce, sono difficilmente reperibili ma possono essere trovati nelle vicinanze dei parchi nazionali nei periodi della caccia di selezione.
Asciutti e decisamente saporiti, sono i prosciutti di camoscio della Valle d’Aosta, chiamati “mocette”, vengono sottoposti ad una stagionatura di tre mesi.
I prosciutti d’oca, prodotti soprattutto nell’Italia settentrionale (Friuli Venezia Giulia), d'uso nell’alta ristorazione italiana, si ottengono sia salando le cosce ben rifilate che unendo insieme due petti in un budello, cucito e insaporito. Questi prosciutti possono essere o affumicati o stagionati per un periodo che va da uno a tre mesi.
In Italia, in certe regioni montane, si trovano anche prosciutti di capra (violini di Chiavenna), e specialmente nel Lazio quelli di Bufalo.
Leggi news salumi
Leggi news prosciutto





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria