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Ludwig van Beethoven e i peccati di gola


Compositore già a dodici anni, è stato uno fra i più grandi musicisti tedeschi di tutti i tempi. La sua opera influenzò tutta la musica occidentale per larga parte del XIX sec. Aveva una personalità inclassificabile:
«Voi mi avete dato l'impressione di essere un uomo con molte teste, molti cuori, molte anime» gli disse Haydn.
Dal carattere aspro e intemperante, sottoposto a violenti contrasti interiori, ebbe l’esistenza travagliata dalle incertezze economiche e dalla sordità che lo afflisse già quindicenne, diventando poco a poco totale. Grazie alla ferrea volontà la sua musica riuscì a celebrare il trionfo dell'eroismo, della fratellanza tra i popoli, e della gioia.
La sua vita quotidiana, tutta incentrata a soddisfare il genio della “musica”, sembra che concedesse poco spazio ai peccati di gola.
Ludwig si alzava all’alba per mettersi al lavoro.
Dopo un po’, a metà mattinata, preparava un caffé.
Quando le sinfonie si aggrovigliavano, indossava la redingote e usciva all’aria aperta per schiarirsi le idee.
Non esisteva un’ora per il primo pasto. Talvolta, tutto preso dagli ardori creativi, se ne dimenticava addirittura. Ma allorché voleva concedersi una pausa, raggiungeva la trattoria.
Le sue preferenze andavano ai maccheroni col cacio grana o alla zuppa di almeno dodici uova affogate.
Alla carne preferiva il pesce, in particolare il nasello con patate.
Beethoven beveva acqua di pozzo in grandi quantità, e tra i vini prediligeva quelli leggeri di Austria.
Dopo mangiato, il compositore tornava al pianoforte per suonare con grande lena fino a sera.
Ludwig cenava di rado, limitandosi a prendere un piatto di minestra o ciò che era avanzato del desinare precedente.

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