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Leonardo da Vinci allestitore di banchetti straordinari


"Era tanto piacevole nella conversazione che tirava a se gl'animi delle genti".
Vasari così descrive ne "Le vite" Leonardo da Vinci, il veramente mirabile pittore, scultore, teorico dell’arte, musico, scrittore, ingegnere meccanico, architetto, scenografo, maestro fonditore, esperto d’artiglieria, inventore, scienziato.
Nacque nel 1452 dal notaio Piero e da Caterina, giovane contadina al servizio della famiglia. Allevato esclusivamente dal padre nella campagna di Vinci, nei suoi primi quindici anni fu libero di osservare la bellezza del paesaggio e ammirare il lavoro dei contadini, dai quali successivamente prenderà l’ispirazione per ideare macchine agricole, frantoi meccanici, aratri per “andar diritto” e macine da grano.

La sua vita ebbe una svolta nel 1469 o 1470 quando il padre, che rivestiva un ruolo importante nella cerchia della famiglia Medici, lo mandò a Firenze a bottega dal Verrocchio. Qui Leonardo, attratto dalla bellezza di una città traboccante d’opere d’arte, s’interessò alle molteplici tecniche che nelle “botteghe” venivano sperimentate, sviluppando un talento artistico del tutto speciale. Da allora e per molti anni, grazie all’inestinguibile curiosità di studiare, disegnare, sperimentare, progettare macchinari, espresse il suo genio oltre che a Firenze anche a Milano, Roma e in Francia.

Le varie corti che l'ospitarono non gli fecero solo realizzare grandi opere, ma ne sfruttarono le conoscenze per creare quei macchinari che offrivano giochi scenici nei sontuosi banchetti.

Grazie agli scritti lasciati nel Codice Atlantico possiamo desumere che Leonardo conosceva e sperimentava erbe o spezie, tra queste curcuma, aloe, zafferano, fiori di papavero, fiordalisi, ginestre, olio di semenza di senape e olio di lino. Il Genio negli ultimi anni della sua vita firmò pure un’inedita bevanda.

Vogliamo adesso raccontarvi una favoletta gastronomica che lo vedrebbe protagonista. Durante la sua gioventù, Leonardo avrebbe fondato con l’amico Botticelli "Le Tre Rane”, un osteria in prossimità di Ponte Vecchio, dove sembra sperimentò alcune delle idee che ritroviamo nei suoi disegni, quali lo strumento tritura cibo e un marchingegno per automatizzare lo spiedo degli arrosti.
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