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Gnocchi di castagne all'Ossolana


Testo di Giorgio Orizio -  Sous chef cuoco e gastronomo "itinerante". Laureato in Economia, promozione e gestione del Turismo. Appassionato di Storia e Cultura gastronomica

 

Conosciuta da sempre come valle dei pittori si estende ad est del fiume Toce e della famosa valle dell'Ossola, libera repubblica partigiana (1944) nel secondo conflitto mondiale, molto ostile all'avanzata nazifascita in Italia e capace di autogovernarsi e sconfiggere il contingente di repubblichini inviati dai fasci della Rsi.

La valle sale dolcemente e si apre su panorami alpini di sicuro interesse, pittori e singoli appassionati trovano rifugio in questi luoghi per cogliere lo scorcio più affascinante della natura montana, fino al culmine della valle nel comune di Re (Vb) famoso per il suo santuario devoto alla Madonna.

Gli gnocchi comunemente chiamati all'ossolana sono prodotti con patate, farina di castagne e polpa di zucca e conditi con funghi prataioli trifolati e panna fresca. Un alternativa montana alla classica polenta (come vuole la tradizione conciata con formaggi d'alpeggio), per combattere le rigide temperature dei rilievi alpini.

In questo piatto il sentore predominante sia gustativo che olfattivo è la dolcezza che si evidenzia in tutti gli ingredienti che la compongono, ma che al tempo stesso ricordano i prodotti tipici del luogo, i funghi e le castagne dei boschi vigezzini ed il latte delle vacche al pascolo; accompagnati da una generosa porzione di prosciutto crudo affumicato lentamente tipico della Val Vigezzo o un'assaggio di violino di capra.

La valle centrale o dell'Ossola fa scudo alla via che conduce al passo del Sempione, nodo nevralgico per il commercio controllato e difeso già dal XV secolo dal Ducato di Milano, quale porta d'accesso al cuore dell'Europa. La via per il Sempione ancora oggi seppur con tutte le innovazioni viarie collega Milano alla Svizzera seguendo il tracciato dello storico percorso che si inerpica fino a 2000 mt. di quota e discende fino a Briga, ma come ogni passo alpino che si rispetti in base al volere della natura non si concede spesso al transito veicolare, sopratutto nei mesi invernali.

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