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Storia e proprietÓ semi dell'amaranto


Testo a cura di Giuliana Lomazzi
Giornalista specializzata in alimentazione e gastronomia.
Autrice di di varie
pubblicazioni

 

Come il grano saraceno e la quinoa, l'amaranto non è un cereale, ma il seme di una pianta latifoglie, coltivata da 8000 anni, e che costituiva la base dell'alimentazione per gli Aztechi. Questi semi, apprezzati per il gusto di nocciola, sono impiegati al pari dei cereali.

Presso i popoli antichi del centro america l’amaranto rivestiva una forte sacralità ed era al centro di molti rituali. Gli aztechi impastavano i semi con succo d’agave e ne ricavavano statuine da consumare durante una cerimonia religiosa.

Oncora oggi gli usi medicinali e alimentari della pianta si intrecciano strettamente in America centro-meridionale, e i messicani continuano a preparare dei dolcetti con miele (alegria), lontani eredi delle statuine rituali.  

Il termine "amarantos" deriva dal greco e significa "non appassisce". Da qui il significato attribuitogli dagli ellenici di pianta dell'amicizia, della stima reciproca, ed espressione di tutti i sentimenti veri immutabili nel tempo, poiché eterni e unici.

Nella mitologia greca si narra che le dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; quindi l'amaranto era utilizzato per ottenere protezione e benevolenza. I romani attribuivano all'amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. 

Nel ‘500 sembra che l’amaranto incontrava favore sapratutto per le sue proprietà curative:

«Infusa la radice e ‘l fiore in vino per una notte, e poi cotta, bevendo questo vino purga la madrice [l’utero. N.d.A.]: il fior bevuto, giova a dissenterici e celiaci” scrisse il Durante, sottolineando poi che “il seme bevuto con vino fa abbondanza di latte».
Il sua valore sta nella ricchezza di proteine ben assimilabili, di sali minerali, vitamine e fibre; nella digeribilità; nell’assenza di glutine, che lo rende adatto ai celiaci. Localmente vengono consumate anche le foglie, crude o cotte come gli spinaci, mentre i bei fiori cremisi vengono impiegati tra l’altro come coloranti: per esempio, ravvivano le guance delle peruviane durante il carnevale.
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