NOTIZIE orto - frutti


Categoria: orto - frutti

Storia e proprietÓ radicchio Rosso di Treviso IGP


Il Radicchio Rosso di Treviso IGP presenta un cespo di forma allungata ed è prodotto nei tipi precoce e tardivo. Il primo si caratterizza per il cespo voluminoso e ben chiuso. Le foglie sono di colore rosso intenso, con una nervatura principale molto accentuata di colore bianco, hanno un sapore leggermente amarognolo e consistenza mediamente croccante. Il secondo mostra delle foglie serrate, avvolgenti che tendono a chiudere il cespo nella parte apicale. Per questo le foglie hanno un colore rosso vinoso intenso, un sapore gradevolmente amarognolo ed una consistenza croccante. La zona di produzione si estende a 17 comuni in provincia di Treviso, 2 in provincia di Padova e 5 in provincia di Venezia.
Di origine incerta, il radicchio appare in Italia nel XVI secolo in provincia di Treviso, presso Dosson, dove da cibo della povera gente, successivamente, grazie a particolari tecniche (forzatura, imbianchitura, condizionamento), si trasformò nel più pregiato e ricercato degli ortaggi che crescono nella stagione fredda. Se ne hanno notizie sicure e documentate solo a partire dalla seconda metà dell’800.
La sua consacrazione avviene ad opera dell’agronomo lombardo Giuseppe Benzi, che, trasferitosi nel 1876 a Treviso come insegnante e divenuto responsabile dell’Associazione Agraria Trevigiana, diede vita alla 1ª mostra del radicchio il 20 dicembre 1900, nella Loggia di piazza dei Signori a Treviso.
Molte sono le storie che tuttora i vecchi contadini amano raccontare, fra cui una leggenda, in cui si narra che tutto iniziò quando:

“… qualche contadino della zona, un inverno portò a casa dei radicchi di campo ammassati in un carretino. I radicchi furono dimenticati in un angolo finché una sera, durante il filò, uno della famiglia avvicinatosi al carrettino, estrasse dal mucchio una piantina e, tolte le foglie esterne ormai appassite e guaste, si trovò fra le mani con sua grande sorpresa un bel radicchio dal cuore sano”.
In un articolo di giornale d’inizio ‘900 così il radicchio è descritto:
“… modesto dapprima, quasi pauroso di cattiva accoglienza, non usciva dalla provincia se non per ricordare a qualche lontano
amico i dì felici... ed il patrio nido... e il giovin core: esce oggi a quintali, a carri, a vagoni interi, penetra in tutte le regioni italiane, supera il mare arrivando in America; valica l’Alpe giungendo nel cuore dell’Europa”.

I semi del Radicchio Rosso di Treviso e del Variegato di Castelfranco sono andati anche in orbita sullo Shuttle nella missione del 1998, nell’ambito del progetto Sem della Nasa, mirato alla sperimentazione degli effetti della microgravità sui semi e sulle piante.
È possibile conservare questa verdura in frigorifero anche alcuni giorni prima del suo consumo, avendo l’accortezza di mantenere le foglie asciutte, per evitare che perdano le vitamine.

Il Radicchio Rosso di Treviso si degusta sia crudo che cotto, come ingrediente di antipasti, insalate miste, paste, risotti e secondi piatti di carne o pesce, da solo saltato in padella o ai ferri, ma anche per preparare gustosi dessert.

Leggi ricetta
VIDEO radicchio rosso





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria