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Le festin joyeux - J. Lebas


Le festin joyeux - J. Lebas (1738)
Le festin joyeux - J. Lebas (1738)

Testo a cura di Giuliana Lomazzi
Giornalista specializzata in alimentazione e gastronomia.

Autrice di di varie pubblicazioni

 

Come si organizza un allegro banchetto? L’anonimo autore di questo libro settecentesco, identificato in un tale J. Lebas, officier de bouche (cioè addetto alla preparazione dei pasti del re) alla corte di Luigi XV, aveva le idee chiare a proposito. Prima di tutto occorre allestire una bella dispensa, piena di ogni ben di dio, senza trascurare ovviamente legna, carbone, paioli, scaldavivande, mortai, spiedi, candelabri e, va da sé, una bella botte ricolma di vino, come ordina il dio Como:
Le Dieu Comus ordonne, Au titre des Festins, Qu’on emplisse la tonne Du doux jus des raisins
[ordina il dio Como che, a titolo di festini, si riempia la grande botte con il dolce succo dell’uva].
Ma tutto ciò non basta: occorrono anche cognizioni sull’arte di disporre la tavola e belle ricette. Per imparare queste ultime, nulla di meglio della musica. Così Lebas non si accontenta di scrivere un semplice ricettario: dispone in versi le istruzioni culinarie, abbinando a ogni ricetta una canzone scelta fra le più in voga a quel tempo. Il risultato è un volume gradevolissimo e garbatamente ironico, con un sottotitolo molto appropriato: la cuisine en musique, en vers libres.

Nelle 145 ricette musicate trovano spazio lenticchie, gamberetti, tartarughe, testine d’agnello, pâté, terrine, galantine, meringhe, creme, sogliole, carpe, funghi, “salsicce belle rosse”… Si susseguono descrizioni di volta in volta poetiche, spiritose o un po’ raccapriccianti.

Il ramequin, per esempio, si prepara con Brie, groviera e parmigiano / Grattugiati piano piano, e poi Pasta da bignè vellutata / All'impasto è rimestata. Molto meno delicato il trattamento riservato ai piccioni per la composta: Dei piccioni le ossa si fracassino / E i volatili in fricassea si passino. Non meno spiritosa appare la scelta degli accostamenti musicali: sarà un caso che la canzone Marie-Anne était coquette accompagni il “Maialino da latte in galantina”? Ma è indubbio che seguendo queste semplici istruzioni le dame di corte, cui il volume è dedicato, saranno riuscite a preparare vellutate creme, appetitosi potage di anatroccoli, ostriche farcite, fagiani alla salsa di carpa e insalate ben disposte in belle porcellane giapponesi.
Parrà strano, ma questo insolito libro non ha conosciuto altre edizioni oltre alla prima, e oggi è un volume raro e costoso.

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