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De naturali vinorum historia - Andrea Bacci


Medico e naturalista nipote di un ingegnere della fabbrica della Basilica di Loreto e discendente da parte di madre dei Paleologi, ultimi imperatori di Bisanzio.
Studiò a Matelica, poi fu a Siena, ed infine a Roma sotto la protezione del concittadino Modestino Cassini, Archiatra di Pio V. Laureatosi, nel 1552 divenne pubblico lettore di filosofia e favorito dal Cardinale Ascanio Colonna, entrando ben presto nella migliore società romana. Sei anni dopo diede alle stampe la sua prima opera "Sul Tevere", ma fu con il "De Thermis" che, nel 1571 assurse a grande notorietà. Il libro venne accolto con entusiasmo perché ritenuto il più dotto trattato sulla storia e le qualità terapeutiche delle acque, ed ebbe diverse ristampe anche successive fino al ‘700.
Nel 1567 al Bacci fu assegnata la cattedra di botanica dell'Università "La Sapienza", e nel 1586 Sisto V gli concesse la nomina di Archiatra Pontificio. Pur continuando a scrivere su varie tematiche, ormai colmo d’onori ed avanti negli anni, il Bacci si dedicò finalmente a redigere il "De naturali vinorum historia", trattato monumentale sulla storia dei vini.
Pubblicato nel 1596 è suddiviso in sette libri:
I -temi relativi alla vinificazione e conservazione dei vini;
II -consumo dei vini in rapporto alle condizioni di salute;
III -caratteristiche peculiari dei diversi vini;
IV -uso dei vini da parte degli antichi, specie nei conviti;
V -vini delle varie regioni d'Italia;
VI -vini che si importavano a Roma;
VII -vini dei paesi stranieri.
L'opera di Bacci, arricchita dei dati raccolti dalla letteratura greca e latina, propone annotazioni sul clima, sul paesaggio agrario, sulle iniziative economiche dei principi e delle popolazioni, sul carattere degli abitanti e sulle tradizioni conviviali dei vari Paesi.
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