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Storia Silter DOP


La produzione del formaggio Silter ha origini antiche, come si può dedurre dallo stesso nome, quasi certamente di origine Celtica, che corrisponde all'italiano Casera e che - nella zona di produzione - indica il locale di stagionatura.

Le prime testimonianze documentate sulla presenza del Silter risalgono alla fine del 1600, quando la trasformazione casearia del latte era l'unico mezzo disponibile per la conservazione delle sue preziose caratteristiche nutrizionali e questo formaggio rappresentava una fonte di nutrimento per la popolazione della Valle Camonica e del Sebino-Bresciano.

Ancora oggi, il Silter riveste una notevole importanza socio-economica a livello locale, poiché la filiera coinvolge numerose aziende, anche di piccole dimensioni, che effettuano la trasformazione del proprio latte secondo pratiche di lavorazione radicate nella tradizione e tramandate dai casari/allevatori di generazione in generazione.

Il Silter DOP, che deve subire una stagionatura di almeno 100 giorni, è ricco di flora lattica, in particolare di Lactobacillus e Lactococcus, dovuta ai tipici ambienti montani dove vengono allevate e munte le vacche. Il territorio di produzione è infatti caratterizzato dalla ricchezza di erbe aromatiche che contribuisco a conferire al formaggio le sue pregiate caratteristiche organolettiche.

Il Silter DOP ha forma cilindrica da 34 a 40 cm di diametro e peso compreso tra 10 e 16 kg. La crosta è dura, dal colore giallo paglierino tendente al bruno. La pasta, anch’essa dura, è friabile e poco elastica, con occhiatura piccola-media; il colore varia dal bianco al giallo intenso. Il sapore è prevalentemente dolce, l’amaro è assente o poco percepito, mentre compaiono note di sapido e/o piccante nei formaggi molto stagionati. L’odore e l’aroma sono persistenti e caratteristici del territorio, come l’aroma di frutta secca, il sentore di foraggi e di castagne.

Il Silter DOP si conserva al meglio in luogo fresco e asciutto; se porzionato, è opportuno riporlo nello scomparto meno freddo del frigorifero. Ottimo da gustare anche al naturale, in cucina esalta tutti i piatti della tradizione, dai casoncelli, ai risotti, alla polenta. Viene degustato da solo a inizio o fine pasto.

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