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Storia Sfogliatella e Santarosa


La storia della sfogliatella ha radici antiche ma controverse. Tutti concordano sulla matrice monastica e sul secolo di nascita: il XVIII. I più ne assegnano la creazione al monastero di Santa Rosa d’Amalfi dove sembra nacque per il buon senso della monaca cuoca. Si racconta che serviva un dolce da donare ai benefattori della comunità. Così la sorella prese un po' di pasta di semola, vi aggiunse uova, ricotta, zucchero, frutta secca, alcune spezie e ci farcì della pasta sfoglia sagomata a forma di cappuccio. La torta riscosse molto successo e venne chiamata Santarosa in onore della patrona.

Fu all'inizio dell'800 che questa golosità, grazie all'incontro con l'oste Pasquale Pintauro, divenne un cibo popolare della grandezza di una pasta da tenere in mano.

La ricetta della sfogliatella ha subito nel tempo numerose variazioni. Oltre all'originale croccante “riccia” (pasta sfoglia a strati finissimi sovrapposti), c'è la più recente e soffice “frolla” (pasta frolla).

Una ghiotta versione della sfogliatella riccia è la “coda d'aragosta”, molto grande ed allungata, farcita con panna montata, crema chantilly o marmellata.

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