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Storia del muffin bontą anglosassone


Un muffin è un dolce di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento. Alcune varietà, come i "cornbread muffins", sono salate. Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote. In genere esistono dei muffin che si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone.
La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura "moofin". La sua origine è incerta: ci sono versioni che ipotizzano derivi dalla vocabolo francese “moufflet”, una sorta di pane molto soffice, o da quella Germanica “muffe”, nome di una specie di torta.
La cosiddetta "ricetta classica" è piuttosto controversa e soggetta a differenze tra ingredienti e modalità di preparazione.
Due i principali tipi di muffins: inglese (evoluzione di una preparazione gallese del X-XI sec.) e americano (XIX sec.). Tradizionalmente entrambe le tipologie sono cotte al forno, leggermente addolcite, confezionate con farina di grano o mais, latte, burro, lievito e sale, servite ben calde. Tre Stati Americani hanno identificato un proprio muffin ufficiale: il Minnesota quello ai mirtilli, il Massachusetts al mais, New York alle mele.
Sembra che fino a metà ‘800 i muffins fossero soprattutto un alimento delle classi più basse al servizio dei signori inglesi. Il fornaio li elaborava ad uso e consumo esclusivo della servitù, utilizzando gli avanzi del pane, dei biscotti o della frutta,
Durante l’epoca vittoriana la bontà dei muffins conquistò tutte le classi sociali, diventando il dolce preferito per l'ora del tè. Si poteva addirittura incontrare per strada i cosiddetti “Muffin men” (uomini dei muffins) che vendevano i propri gioielli prendendoli da vassoi di legno appesi intorno al collo.

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