NOTIZIE dolci


Categoria: dolci

Cuccia siciliana


Testo del PREFETTO AIGS SICILIA Anna MartanoFood writer e food teller. Direttore Accademico e Maestra di cucina e pasticceria de “I Monsù- Accademia Siciliana di Enogastronomia”. Svolge intensa attività divulgativa attraverso conferenze e convegni tematici.

 

Nelle “ Memorie di Santa Lucia”  l’annalista siracusano Giuseppe Capodieci annota: «Occorre in quest'anno (1763) una grande carestia sino al 9 gennaio, in cui suole esporsi il Simulacro di S. Lucia, per la commemorazione del terremoto del 1693. Nel farsi al solito la predica, esce di bocca al predicatore che S. Lucia poteva provvedere al suo popolo col mandare qualche bastimento carico di grano. In effetti, il giorno dopo, arriva dall'Oriente nel porto una nave carica di frumento e sul tardi un bastimento, che era stato noleggiato dal Senato; poscia un vascello raguseo, seguito ancora da altri tre, sicché Siracusa, con tale abbondanza che appare a tutti miracolosa, può provvedere molte altre città e terre di Sicilia. Il padrone di una delle dette navi dichiarò che non aveva intenzione di entrare in questo porto, ma vi fu obbligato dai venti e seppe che era in Siracusa dopo aver gettato l'ancora; aggiungendo che, appena entrato in porto, si era guarito di una malattia agli occhi che lo tormentava da qualche tempo». 

Una similare  evento miracoloso, ma datato 1646, durante la dominazione spagnola, viene raccontato dai palermitani che contendono ai siracusani la paternità di questo che è, a pieno titolo, il più importante fra tutti i dolci devozionali della pasticceria siciliana. In altre parti della Sicilia  la cuccìa è legata ad altri Santi : a Burgio la si prepara per Sant’Antonio Abate, a Montalbano Elicona per San Biagio, a Mezzojuso per San Nicolò.

La realtà storica è altra; in Sicilia il culto di Santa Lucia si sovrappone e sostituisce il preesistente culto pagano di Demetra- Cerere, dea delle messi e, quindi, del grano e la cuccìa ( che deriva dal greco “kokkìa , grani) è uno dei piatti più antichi della nostra cultura. Difatti ne esistono infinite varianti, da quella semplicissima con solo sale e olio, a quella con il vino cotto, o ancora con i legumi. E poi, la più golosa di tutte, quella con la ricotta, della quale vi propongo la ricetta nella versione di Giuseppe Coria , grandissimo storico e cultore della gastronomia siciliana scomparso da qualche anno.

Tradizione impone che la cuccìa venga distribuita a parenti, amici, vicini di casa ed anche agli animali domestici, tanto che nelle masserie contadine veniva posta nelle stalle a disposizione del bestiame. 

Mettete a bagno in acqua un kg. di frumento ben pulito; sciacquatelo e fatelo bollire sino  a che non sia tenero ma non sfatto, scolate e lasciare raffreddare; preparate la crema con 350 gr. di ricotta e altrettanto zucchero, batteteli ben insieme con una frusta e poi aggiungete 150 gr. di canditi misti a dadini, un pizzico di cannella e una generosa manciata di cioccolato fondente a scagliette. Condite il frumento con la crema e sistemate su un piatto da portata decorando con altri canditi.

Leggi news Santa Lucia





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria