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Fiere e Mercati


Donna al mercato - Pieter Aertsen (1567)
Donna al mercato - Pieter Aertsen (1567)

La nascita del mercato rappresentò un capitolo significativo nella storia del commercio del cibo. Le fiere nacquero dall’aggregazione di venditori ambulanti che, a scadenze prefissate del calendario civile o religioso, si riunivano per offrire i loro prodotti.
Nella Roma antica il mercato era un vero e proprio specchio della potenza economica dell’Urbe.
Durante l’alto Medioevo, con l’economia feudale l’istituzione sembrò temporaneamente tramontare, per rinascere intorno al XIII sec. per il rifiorire dei nuclei cittadini.
Nelle città del Rinascimento e fino all’inizio del XIX sec. il mercato svolse un ruolo significativo nell’affermarsi di costumi alimentari locali.
Dalla seconda metà del ‘500 e per tutto il ‘600 le scene di mercato si affacciarono con frequenza nelle opere pittoriche, dall’Italia alle Fiandre. Esse celebravano l’abbondanza derivata dalla crescente fiducia nel commercio, fonte primaria di ricchezza per le nuove classi emergenti.
Nel ‘700, questo genere di soggetti, andarono ad identificare il nuovo senso illuministico della sicurezza economica, che si traduceva nella sensazione di avere sconfitto per sempre la fame.
Poi, negli ultimi decenni dell’800, arrivò diffusamente l'innovazione della formula del mercato coperto, che venne evidenziata artisticamente con la presenza delle insegne commerciali, poste sull’esterno degli edifici per catturare l’attenzione dei compratori.
Significato simbolico
Ricchezza, sollecitazione sensuale.
Iconografia
Questo soggetto sembra aver trovato espressione soprattutto in alcuni pittori fiamminghi e nell’opera dell’italiano Vincenzo Campi.
VIDEO merci e mercanti medioevali
VIDEO cibi e personaggi mercato medioevale

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