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Storia e proprietÓ fagioli di Badalucco-Conio-Pigna


Gli antenati di questi fagioli giunsero in Liguria nel XVII sec. dalla Spagna, passando per la Provenza. Questi legumi trovarono sui terrazzamenti a secco dell’entroterra imperiese un habitat ideale. Con il tempo si sono affermate e sviluppate tre tipologie di fagiolo, generate dai diversi terreni e microclimi presenti nei piccoli comuni di Badalucco, Conio e Pigna.
Come in passato, oggi le aree più vocate si identificano nei punti più alti, dove la terra è sciolta, ben drenata e l’acqua sorgiva ricca di sali minerali.
La semina, a filare, è un’occupazione del mese di maggio, per la raccolta si deve aspettare fino a settembre quando il legume è secco.
I fagioli di Badalucco, Conio e Pigna sono a portamento rampicante e le differenze fra le tre tipologie sta soprattutto nella forma e nelle dimensioni.
Reniforme e un pochino più grosso (siamo nell’ordine dei 12, 13 millimetri) il legume di Conio, ovoidali e più piccoli gli altri due, particolarmente quello di Badalucco.
Accomunati da carnosità, morbidezza e delicatezza della pasta, al gusto si distinguono per sfumature più riscontrabili in una assaggio comparato che nel piatto cucinato. L’uso tradizionale prevede per ogni paese un piatto tipico: a Pigna la capra e fagioli, a Conio lo “Zemin” (zuppa di fagioli, verdura e carne), a Badalucco i “Friscioi” (Frittelle).

Testo consultato Presidi Slow Food

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