NOTIZIE CATEGORIA CIBI TRADIZIONALI


Categoria RSS 2.0 | RSS 1.0  
Storia broccolo aprilatico di Paternopoli

Storia broccolo aprilatico di Paternopoli

Da secoli il territorio di Paternopoli è dedito alle coltivazioni orticole, la sua fama dovuta ai suoli fertili e alle numerose sorgenti d'acqua è menzionata già durante il '700 nelle relazioni dei vescovi del territorio inviate a Roma. Gli orti di Paternopoli erano noti per la varietà e la qualità di ortaggi in tutta l'Irpinia...
Leggi tutta la news...

Storia formaggio marzolina

Storia formaggio marzolina

È il piccolo formaggio che un tempo si produceva solo nel primo periodo di lattazione della capra: il mese di marzo. Si ricava dal latte di due mungiture coagulato con caglio di capretto. Dopo la rottura la pasta è fatta sgrondare nelle formelle, quindi pressata a mano e salata a secco.
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà cicerchia di Serra de’ Conti

Storia e proprietà cicerchia di Serra de’ Conti

Questa varietà di cicerchia, un tempo molto diffusa nelle Marche, si è salvata dalla scomparsa grazie ad alcuni contadini di Serra de’ Conti che anche dopo agli anni ’50 ne hanno continuato la coltivazione. Motivazioni dell’oblio: legume povero commercialmente, buccia dura, sapore meno delicato dei ceci, uso meno versatile rispetto ai fagioli.
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà mele rosa dei Monti Sibillini

Storia e proprietà mele rosa dei Monti Sibillini

Le mele rosa sono coltivate da sempre nelle Marche, in particolare tra i 450 e i 900 metri di altitudine. Un tempo le mele rosa erano preziose e ricercate soprattutto per la loro semplice conservazione: raccolte all’inizio di ottobre, rimanevano commestibili fino ad aprile. Le diverse tipologie hanno in...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà Razza Bruna territorio alpino e prealpino

Storia e proprietà Razza Bruna territorio alpino e prealpino

La Razza Bruna ha un'origine assai antica. Essa è autoctona dal massiccio alpino della Svizzera Centrale. Già nel 1700 l'Abbazzia di Einsiedeln (Canton Svitto) si occupava della selezione dei bovini di Razza Schwyz (Svitto o Bruna) con la tenuta di un libro genealogico. Successivamente, alla fine del XIX sec., iniziarono a crearsi cooperative di allevatori con lo scopo...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà antica lenticchia di Onano

Storia e proprietà antica lenticchia di Onano

A Onano (VT) le lenticchie si coltivano da secoli, in quanto preziose e molto ricercate. Poche legumi possono vantare un passato così illustre e documentato. Uno Statuto del 1561 tratto da “Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo di Onano” prescrive sanzioni per chi è sorpreso a danneggiare o a rubare leguminose...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà fagioli di Badalucco-Conio-Pigna

Storia e proprietà fagioli di Badalucco-Conio-Pigna

Gli antenati di questi fagioli giunsero in Liguria nel XVII sec. dalla Spagna, passando per la Provenza. Questi legumi trovarono sui terrazzamenti a secco dell’entroterra imperiese un habitat ideale. Con il tempo si sono affermate e sviluppate tre tipologie di fagiolo, generate dai diversi terreni e microclimi presenti nei piccoli comuni di Badalucco, Conio e Pigna.
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà fagiolo Gioghedda di Castelsardo

Storia e proprietà fagiolo Gioghedda di Castelsardo

Il fagiolo “gioghedda”( piccola lumaca in sardo) è una raffinata varietà di fagiolo in via di estinzione, coltivato solo a Castelsardo (SS). Nella cittadina dell’Anglona si ritiene venga coltivato da almeno 300 anni. Questo fagiolo si è mantenuto in vita grazie alla cura e alla coltivazione negli orti casalinghi di pochi anziani, che lo piantavano per la sussistenza della famiglia...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà fagiolo dente di morto di Acerra

Storia e proprietà fagiolo dente di morto di Acerra

Nel corso del XVI secolo furono avviate le prime opere di bonifica della zona, furono costruiti ponti e canali che consentirono l'emersione di numerosi lotti di terreno. Il canonico Andrea Sarnataro, autore di un diario quotidiano degli avvenimenti in Acerra dal 1736 al 1771, che descrive anche i prodotti agricoli acerrani, menziona in più parti i fagioli bianchi, cannellini, in contrapposizione ai "mostrati" (così si definivano in dialetto i fagioli con l'occhio).
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà bottarga di Orbetello

Storia e proprietà bottarga di Orbetello

Il cefalo abbonda negli stagni salmastri delle lagune tirreniche. A Orbetello l’arte di conservare il pesce venne introdotta probabilmente dagli Spagnoli, che già dalla fine del Cinquecento affumicavano anguille e condivano i pesci con l’escabece, una salsa calda a base di aceto, rosmarino, aglio e peperone...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà fagiolo giàlet della Val Belluna

Storia e proprietà fagiolo giàlet della Val Belluna

La ragione per cui gli studiosi considerano queste valli la culla dei fagioli italiani è legata alla storia di un umanista e teologo bellunese, Giovanni Pierio Valeriano, che studiò e visse alla corte papale negli anni a cavallo tra il 1400 e il 1500. Di ritorno nelle sue terre...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà moleche o granchi laguna di Venezia

Storia e proprietà moleche o granchi laguna di Venezia

Conosciuto in Italia come granchio comune, l’esemplare verde (Carcinus aestuarii) è la specie più diffusa nel Mediterraneo. In grado di sopportare sensibili variazioni di salinità e temperatura, si trova particolarmente bene negli ambienti lagunari e nei bassi fondali. Nella laguna a nord di Venezia c’è una particolare attività, a metà tra la pesca e l’allevamento estensivo.
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà sedano nero di Trevi

Storia e proprietà sedano nero di Trevi

Il sedano nero di Trevi viene coltivato nella striscia di terra compresa tra la strada Flaminia ed il fiume Clitunno, detta “le canapine”, un tempo adibita alla coltivazione della canapa. Fino a pochi decenni addietro il sedano nero godeva di grande rinomanza, grazie anche alle vicine Fonti, celebrate da Carducci, Byron...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà sedano rosso di Orbassano

Storia e proprietà sedano rosso di Orbassano

La tradizione del sedano rosso a Orbassano è antica, risale al Seicento, quando la duchessa di Savoia, Anna Maria d'Orléans, sposa del re Vittorio Amedeo II, portò con sé dalla Francia il sedano violetto di Tours, più saporito e tenero di quelli coltivati al tempo in Piemonte. Con il passare degli anni il sedano violetto francese si è ben acclimatato negli orti circostanti la città di Torino...
Leggi tutta la news...

Storia e proprietà pera cocomerina

Storia e proprietà pera cocomerina

Del patrimonio varietale esistente tra Seicento e Settecento, dipinto dal pittore mediceo Bartolomeo Bimbi, che contava 115 tipi diversi di pera, la cocomerina è uno dei 17 giunti sino a noi. Pera briaca, pera Cocomera o meglio ancora, date le dimensioni mignon, pera Cocomerina: sono i nomignoli quasi affettuosi con i quali...
Leggi tutta la news...

 Storia susina bianca di Monreale

Storia susina bianca di Monreale

Il susino, insieme agli agrumi - arance e mandarini in particolare – è una delle coltivazioni tradizionali della Conca d'oro insieme a gelsi, nespoli, fichi. Un tempo nei giardini intorno a Palermo se ne contavano più di 10 varietà e un testo descrittivo del Seicento di Francisco Cupani...
Leggi tutta la news...

Storia panzanella

Storia panzanella

Quest’umile e semplice piatto del recupero, tipico dell'Italia centrale, ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Una ricetta simile doveva essere il “pan lavato” di cui parla già il Boccaccio. Molti attribuiscono la nascita della panzanella, all’usanza contadina di bagnare il pane vecchio e secco per mescolarlo con le verdure disponibili nell’orto...
Leggi tutta la news...

Salama da sugo

Salama da sugo

Conosciuta anche come “salama ferrarese”, è un simbolo della gastronomia estense. Questo è un salume da cuocere, fatto con una miscela di carne di maiale (fegato incluso) insaporita di sale, pepe, vino rosso, chiodi di garofano e cannella; poi insaccata nella vescica del maiale, e stagionata per...
Leggi tutta la news...

Torrone di Benevento

Torrone di Benevento

Apprezzato e consumato dalle classi agiate, come da quelle più povere, il torrone sembra fosse già conosciuto al tempo dei Romani, come dimostrerebbero alcuni scritti dello storico Tito Livio. Il poeta latino Marziale ci racconta che la cupedia era una delle specialità gastronomiche del Sannio, area nella quale ancor oggi i venditori ambulanti di torrone vengono chiamati “cupetari”.
Leggi tutta la news...

Torrone di Cremona

Torrone di Cremona

Prodotto tradizionale della città di Cremona in Lombardia, fin dal Cinquecento, se ne ha notizia come di un assai apprezzato oggetto di dono, soprattutto fra i maggiorenti cittadini che lo regalavano durante le festività natalizie. A legare più strettamente questo dolce alla tradizione Cremonese fu l’ispirare il suo nome alla forma del dolce, come di torre...
Leggi tutta la news...

Sciroppo di Rose

Sciroppo di Rose

Con l’albero di fico e il ciuffo di erba luisa, la piantina di rosa era una presenza immancabile sui balconi o nei giardini delle case genovesi. Con i suoi petali, raccolti con delicatezza e posti in infusione, si produceva uno sciroppo da offrire agli ospiti in piccolissimi calici di cristallo, poco più che ditali. Chi non possedeva rose raccoglieva i boccioli nell’entroterra della valle Scrivia oppure acquistava i petali sfusi dal fruttivendolo o dal fioraio...
Leggi tutta la news...

Tonnarella di Camogli

Tonnarella di Camogli

Poltrona, asino e vedetta sono termini che apparentemente non hanno niente in comune ma per i pescatori di Camogli indicano da sempre le tre barche in legno utilizzate per la pesca della tonnarella. Tonnarella e non tonnara perchè si tratta di un sistema di pesca simile ma più semplice e piccolo rispetto alla tonnara, due sole stanze rispetto alle sei-nove delle altre e una rete di sbarramento più corta...
Leggi tutta la news...

Moscato al governo di Saracena

Moscato al governo di Saracena

Già nel '500 i barili di Moscato di Saracena erano imbarcati a Scalea per essere consegnati alla corte papale. Sulla tavola di papa Pio IV il Moscato di Saracena non mancava mai e Guglielmo Sirleto, il cardinale calabrese Prefetto della Biblioteca Vaticana, ne era particolarmente ghiotto. Anche in tempi più recenti si trovano riferimenti precisi a questo vino in due resoconti del Grand Tour...
Leggi tutta la news...

Mazzafegato dell'alta valle del Tevere

Mazzafegato dell'alta valle del Tevere

Questo insaccato che ha la sua zona di origine nel centro Italia, trova la sua massima espressione nell'area dell'alta valle del Tevere, al confine tra Umbria e Toscana. In quest'area il mazzafegato, altrimenti detto sanbudello nella Valtiberina toscana, è stato fino a qualche decina di anni fa un parente "povero" della salsiccia, immancabile sulla tavole in autunno e inverno...
Leggi tutta la news...

Liquirizia di Calabria DOP

Liquirizia di Calabria DOP

La liquirizia in Calabria è una tradizione, un prodotto della terra e della cultura che nel corso dei secoli ha acquisito un'importanza sempre maggiore. Numerosi documenti storici provano che questa pianta era molto diffusa e utilizzata già nel Seicento e nel secolo successivo le coltivazioni si estendevano lungo tutto il litorale ionico...
Leggi tutta la news...

Oca in onto

Oca in onto

Un tempo nelle campagne venete si allevavano oche bigie oppure pezzate grigie e bianche. Con queste, dove erano presenti comunità ebraiche, si producevano salumi, sopratutto prosciutti e paté di fegato. Utilizzando tutte le parti del volatile si realizzava una particolare conserva: l’oca in onto, buona per preservare le carni molti mesi...
Leggi tutta la news...

Manna delle Madonia

Manna delle Madonia

Con il termine manna vengono indicate alcune sostanze derivanti dalle secrezioni di diverse piante, che hanno in comune con la manna dei frassini, contenente mannite, soltanto l'aspetto e la denominazione.
Per secoli il termine “manna” fu d’uso esclusivo degli Ebrei...
Leggi tutta la news...

Pompia

Pompia

La flora sarda affascina per la sua apparente selvaticità. Macchie multicolori, frutti insoliti, forme strane. Anche in alcuni giardini di Siniscola vengono coltivate piante dai frutti suggestivi e dall’aspetto domestico, ma la loro storia è ancora incerta. E’ la pianta della pompia della quale anche esperti botanici non riescono ancora a capirne l’origine...
Leggi tutta la news...

Maiorchino

Maiorchino

Pare che il Maiorchino abbia fatto la sua comparsa intorno al Seicento, entrando profondamente con il passare degli anni nelle tradizioni della comunità pastorale. Testimone di questo successo è il gioco della ruzzola di carnevale, che ancora oggi con le forme stagionate viene effettuato in alcuni comuni della provincia di Messina...
Leggi tutta la news...

Suino Nero di Parma

Suino Nero di Parma

Fin dal tempo dell'Impero Romano Parma era famosa per l'abbondanza di maiali che pascolavano sia nelle paludi della bassa sia in collina e montagna. L’allevamento suino a Parma rappresenta, dal punto di vista storico, un’attività radicata e documentata già alla fine del 1400. A quel tempo risultavano particolarmente apprezzati i suini a mantello...
Leggi tutta la news...

Suino Nero dei Nebrodi

Suino Nero dei Nebrodi

Spesso i boschi dei Nebrodi sono cintati da reti altissime, e basta accostarsi ad esse, quando un piccolo branco di suini grufola nelle vicinanze, per comprenderne la ragione. Questi animali – molto più simili a cinghiali selvaggi – non hanno nulla di mansueto e di domestico. Di taglia piccola e mantello scuro, i suini Neri dei Nebrodi sono allevati allo stato...
Leggi tutta la news...

Paletta di Coggiola

Paletta di Coggiola

Il nome richiama la forma dell’osso di spalla, tagliato in senso longitudinale.
«Il maiale va ucciso dopo le consegne per la levata del sale dalli accensatori così da aver lo sale per le olle di teracreia con dentro i persucci della paletta». È questa la prima citazione, scritta del «persucc d’la paletta», risalente addirittura al 1774. Si tratta di un documento sabaudo, in cui venivano date indicazioni...
Leggi tutta la news...

Agnello Sambucano

Agnello Sambucano

La Sambucana è preziosa per la lana, ma soprattutto per la carne. Questa razza arrivò sulle montagne dell’occitana Valle Stura (CN) nel XVIII secolo, adattando subito ai pascoli d’alta quota. È una pecora di taglia medio-grande, con una groppa larga e muscolosa e arti fini, solidi, non molto lunghi.
Leggi tutta la news...

Testarolo artigianale pontremolese

Testarolo artigianale pontremolese

La cottura nel testo è una modalità di cottura dei cibi autoctona della Lunigiana, simile a tecniche praticate nella parte meridionale del bacino del Mediterraneo. Nel testo si cuoce il testarolo, un pane azzimo di spessore sottile e forma circolare, del diametro di circa 40-45 centimetri. Gli ingredienti sono farina di grano, acqua tiepida e sale miscelati in una...
Leggi tutta la news...

Casolét della Val di Sole, Rabbi e Pejo

Casolét della Val di Sole, Rabbi e Pejo

Questo è un formaggio di montagna, che si fa nelle Valli di Sole, Rabbi e Peio in Trentino, a pasta cruda e tenera fatto con latte intero. Il nome ha un’origine latina, deriva da caseulus (piccolo formaggio), e gli abitanti dei paesi delle valli dove si produceva venivano chiamati “casoletti”.
Leggi tutta la news...

Vacca Bianca Modenese

Vacca Bianca Modenese

Meno di cento anni fa nei consorzi zootecnici comunali delle province di Modena, Ferrara, Mantova e Reggio Emilia erano registrati circa 52.000 capi. Poi la fortuna del Parmigiano Reggiano, spinse gli allevatori a sostituire le due razze autoctone (la modenese e la rossa reggiana)...
Leggi tutta la news...

Raviggiolo dell'Apennino tosco-romagnolo

Raviggiolo dell'Apennino tosco-romagnolo

Questo raro latticino ha secoli di storia. Tra le citazioni che ne evidenziano l’importanza ricordiamo quella datata 1515, secondo la quale il Magistrato Comunitativo della terra di Bibbiena (AR) portò in dono a papa Leone X raviggioli presentati in un canestro e ricoperti di felci.
Leggi tutta la news...

Mariola

Mariola

La mariola è uno dei salami più tradizionali della Bassa Parmense e del Piacentino, di grossa pezzatura (c’è chi sostiene debba avere la forma a palla e chi la produce come un tozzo salamone) dall’impasto fine, agliato e aromatizzato con un po’ di vino bianco. Ne esistono due versioni: cotta e cruda. Oggi, come un tempo i signori...
Leggi tutta la news...

Riso di Grumolo delle Abbadesse

Riso di Grumolo delle Abbadesse

A Grumolo delle Abbadesse, piccolo comune a metà strada tra Vicenza e Padova, il riso si coltiva dal Cinquecento, dove venne introdotto dalle monache dell’abbazia benedettina di San Pietro di Vicenza. Alle badesse si devono la bonifica dei terreni, il disboscamento e il prosciugamento delle paludi e degli acquitrini, e l’irrigazione con la costruzione di canali...
Leggi tutta la news...

Morlacco del Grappa di malga

Morlacco del Grappa di malga

Murlak, Murlaco, Burlacco o Morlacco erano i nomi con i quali storicamente si indicava un formaggio di latte vaccino prodotto nell’area dell’altopiano del Grappa. Qui i pastori e boscaioli, insediatisi nel periodo della Repubblica di Venezia, usavano fare un formaggio di latte vaccino tenero, magro, a pasta cruda che ha preso il nome dalla loro terra d’origine: la balcanica Morlacchia.
Leggi tutta la news...

Mais Biancoperla

Mais Biancoperla

Tutta la storia gastronomica del Veneto è legata a un piatto fondamentale quale la polenta. Nella patria del mais marano quando si parla di polenta si intende in genere la polenta gialla. Eppure, fino al secondo dopoguerra, nel Polesine, nel Trevigiano e nel Veneziano si cucinava soprattutto una polenta bianca, considerata di maggior pregio...
Leggi tutta la news...

Formaggio agordino di malga

Formaggio agordino di malga

Casél, nostrano o formai sono i nomi usati dai casari dell’Agordino per definire il formaggio prodotto nelle loro vallate.
In quest’area attraversata dal torrente Cordevole e dai suoi affluenti, a poche decine di chilometri da Belluno, si tramanda da secoli una grande tradizione casearia.
Leggi tutta la news...

Carciofo Violetto di Sant’Erasmo

Carciofo Violetto di Sant’Erasmo

Sant’Erasmo è un’isola della laguna di Venezia. Grande come la metà della città, è attraversata da canali, e dal Cinquecento è un unico grandissimo orto. Sui terreni argillosi, ben drenati e con una salinità molto alta, crescono verdure saporite, specialmente i carciofi, la cui varietà coltivata in laguna ha preso il nome dall’isola.
Leggi tutta la news...

Tome di pecora Brigasca

Tome di pecora Brigasca

Brigasca deriva da La Brigue, cittadina francese della Val Roya nota per diversi secoli come il più importante centro di pastorizia dell’area di confine tra Liguria, Piemonte e Provenza. Nel tempo La Brigue è stata territorio francese, italiano e poi ancora francese. La pecora era una fonte di reddito primaria per le piccole comunità locali...
Leggi tutta la news...

Violino di capra della Valchiavenna

Violino di capra della Valchiavenna

Questo singolare salume prodotto con la coscia e la spalla della capra ha la forma di un violino, con la zampa a fungere da manico e la massa muscolare da cassa. È un prodotto tipico di tutta la Valchiavenna, un tempo crocevia di viaggiatori che transitavano per l’Italia da Germania, Austria e Svizzera. In quest’area la tradizione della lavorazione e della salagione delle carni si perde...
Leggi tutta la news...

Grano saraceno della Valtellina

Grano saraceno della Valtellina

Furmentùn, fraina o farina negra: sono solo alcuni dei termini con i quali si definisce in dialetto il grano saraceno, uno degli alimenti fondamentali nella dieta dei contadini della Valtellina e dell’intero arco alpino fino all’inizio del secolo scorso. Rustico, resistente ai climi freddi e difficilmente attaccabile da parassiti, era utile per sfruttare i terreni nei mesi estivi, nel periodo di riposo dopo il raccolto invernale di segale, patate e orzo.
Leggi tutta la news...

Fatulì della Val Saviore

Fatulì della Val Saviore

Nell’area della Valle Camonica, la valle laterale più vasta del Parco dell’Adamello è la Val Saviore. Qui, seguendo ancora metodi di tradizionali si produce un formaggio storico: il fatulì. Il fatulì, che in dialetto significa “piccolo pezzo”, secondo fonte orali dovrebbe le sue ridotte dimensioni all’abitudine degli allevatori di usare come fascera i piatti fondi delle minestre.
Leggi tutta la news...

Lonzino di fico

Lonzino di fico

Un tempo nelle campagne marchigiane, in particolare nella Vallesina, si coltivavano fichi in abbondanza che maturavano poco prima della vendemmia. I contadini si ingegnavano per conservarli in mille modi e proprio così nacquero i salamotti dolci di fichi.
Leggi tutta la news...

Oliva infornata di Ferrandina

Oliva infornata di Ferrandina

Nel territorio della Collina Materana l’olivo copre oltre l’80% della superficie coltivabile e la cultivar più diffusa è la majatica. Questa particolare oliva ha trovato condizioni climatiche favorevoli nei terreni argillosi della valle del Basento, e da essa si ricava sia l’olio extravergine, sia frutti da mensa...
Leggi tutta la news...

Spalla di San Secondo

Spalla di San Secondo

Già nel ‘700 del rinomato salume di San Secondo ne parla l’abate modenese Giuseppe Ferrari, nel suo poemetto “Gli elogi del porco”, sorta di viaggio gastronomico alla ricerca delle tipicità italiane. La prima ricetta scritta di questo insaccato cotto fatto di carne di maiale, risale invece agli
Leggi tutta la news...

52 articoli (2 Pagine, 50 per pagina)


Pagine: [ 1 | 2 ]