NOTIZIE usi - costumi


Categoria: usi - costumi

Vino e acqua medievale


Nel Medioevo l'Italia fu meta delle invasioni barbare che causarono devastanti danni all'agricoltura.
La viticoltura, le cui origini si rifacevo alla epoca Etrusca , sopravvisse solo grazie ai monasteri dove la preparazione del vino, simbolo del sangue di Cristo, era indispensabile allo svolgimento dei riti liturgici.
Il vino veniva classificato in base ai metodi di spremitura delle uve.
La prima era ottenuta con blanda compressione e produceva un succo naturale e corposo, si trattava del prodotto migliore destinato ai ricchi.
La seconda, più vigorosa, offriva un succo di qualità inferiore destinato sopratutto al clero.
Infine, la terza generava un quasi vino, chiamato “acquerello”, bevuto dal popolo e ottenuto aggiungendo acqua alla poltiglia delle vinacce.
La consuetudine di mescolare acqua e vino, sostanzialmente estranea alla cultura gastronomica di oggi, fu per lungo tempo ritenuta normale e quasi fuori discussione.
Durante il Medioevo, come era già avvenuto nel mondo antico e proseguito in epoca moderna, il vino identificava spesso una materia prima da «rifinire» con sostanze ed aromi di ogni genere. Per ot­tenere bevande calde o fredde i “condimenti” erano erbe, spezie, miele ed assenzio.
Con il verificarsi del fenomeno delle nascita dei castelli (X sec.), attorno alle mura si diffuse l'uso di coltivare una vigna più o meno pregiata, il cui vino era detto "nobile" per indicare che apparteneva esclusivamente al feudatario.
In questa epoca il vino, oltre alla funzione di bevanda, riconquistò il ruolo di farmaco per le più diverse malattie. Testimonianze sull'argomento arrivano dai vari "theatra e tacuina sanitatis", preziosi codici manoscritti realizzati a partire dal XIII secolo, dei quali un celebre esempio è il "Tacuinum sanitatis" conservato nella Biblioteca Casanatense di Roma.
Leggi news origini vino
Leggi news Chianti
Leggi news arte e vino
VIDEO vino





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria