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Storia del focolare e dei suoi simboli


Il focolare specialmente quello popolare è stato per secoli un centro d’elaborazione culturale, luogo intorno al quale la sera si riunivano le famiglie per commentare i fatti del giorno, scambiare pettegolezzi e raccontare storie o favole.
Tipica, per esempio, era la tradizione carnica del “filò” (chiacchiere intorno al focolare), dove gruppi di case isolate dall’inverno, si mettevano in comunicazione tra loro con camminamenti sotto la neve, in modo che la gente potesse scambiarsi visite serali. Intorno al focolare erano sistemate delle panche: ai primi posti vicino al fuoco sedevano i più anziani e i rispettabili, poi in ordine decrescente d’importanza tutti gli altri. Se c’era qualche viaggiatore di passaggio, a lui si domandavano informazioni sulle “cose del mondo”, mentre si mangiavano cibi-passatempo come castagne, semi arrostiti o patate cotto sotto la cenere.
Nella storia il termine focolare, che tecnicamente indica una parte del camino, ha sempre avuto un significato simbolico, inteso come centro energetico della casa e del nucleo familiare.
Fino al Rinascimento nelle case dei mercanti genovesi, la stanza dove c’era il focolare, veniva detta “caminata”, ed identificava il locale di rappresentanza, dove non solo si mangiava ma si firmavano anche gli accordi.
Un focolare inteso come spazio dove si accendeva il fuoco, delimitato da terra o pietre perché le fiamme non si propagassero attorno e fossero protette dal vento, nacque insieme al controllo del fuoco da parte dell’uomo. Questo tipo di manufatto, pur con la varietà e il perfezionamento dei materiali, durò fino a tutta l’antichità classica. Greci, etruschi e romani ricoprivano dei focolari per ottenere dei forni elementari, e il locale dove si trovavano era luogo consacrato al culto degli antenati.
Bisognerà aspettare l’Alto Medioevo perché si sviluppi la tecnologia delle cappe e delle canne fumarie, che permettevano l’uscita del fumo mantenendo l’ambiente chiuso. Furono le cucine dei conventi a mostrare le prime volte a imbuto, semplici o multiple, con la funzione di rudimentali cappe aspiranti.
Nei secoli successivi la diffusione del focolare seguì due strade:
- quello “popolare”, sistemato di solito in cucina, in centro o addossato alla parete con panche intorno, che aveva la duplice funzione di cuocere il cibo e riscaldare l’ambiente;
- quello “signorile, posto per riscaldare altre stanze diverse dalla cucina, identificato in un camino a parete elegante e decorato, con a volte proporzioni monumentali, in pietra pregiata o marmo, e munito di frontoni scolpiti o dipinti.
Di pari paso con l’evoluzione del focolare, che in cucina rimase il centro tecnologico ed energetico della casa fino alla metà dell’Ottocento e oltre, gli attrezzi che ne facilitavano l’uso si raffinarono (alari, attizzatoi, palette, bracieri, spiedi, catene, ganci ecc.), diventando vere opere d’arte nei caminetti monumentali delle sale.
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