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Teodora e gli assedi gastronomici


Teodora (508ca.-548)
Teodora (508ca.-548)

Figlia di un guardiano del circo, dai bassifondi di Costantinopoli arrivò giovanissima ad Alessandria d’Egitto, dove con la sua prorompente bellezza, come prostituta d’alto bordo, riuscì a conquistare l’alta società. Sapendo che un bravo cuoco era più importante di un buon parrucchiere, strinse la città sotto un assedio gastronomico, imbandendo eleganti tavole con squisite ghiottonerie accompagnate dal suono di flauti. Grazie alla sua memoria infallibile, Teodora diventò così cortigiana abile, colta e raffinata.
Tornata a Costantinopoli, fece della sua casa un salotto culturale, luogo d’incontro dei personaggi più in vista della corte. Seduti intorno a tavole colme d’ogni delizia, come triglie, rombi e ostriche innaffiate dai migliori vini dell’arcipelago, questi potenti svelavano a Teodora, che amabilmente li ascoltava quasi non toccando cibo, i loro segreti più reconditi.
Giustiniano, spesso ospite d’onore al cenacolo, rimase così folgorato dal suo charme da decidere di farla imperatrice.
Nella carica Teodora fu impeccabile, coraggiosa e moglie dedita, sapendo offrire al marito i giusti consigli per governare. Spietata con i nemici, ma incapace di meschinerie, non dimenticò mai le sue origini, organizzando anche una specie di rifugio-monastero per le vecchie prostitute di Costantinopoli.
Ancora oggi, nei mosaici di San Vitale a Ravenna, Teodora ci appare austera, augusta e coronata, sullo stesso piano dell’amato sposo che accomunandola nel potere e nella sovranità, arrivò ad imporre ai governanti delle province imperiali un giuramento di fedeltà “in nome di Giustiniano e Teodora”.
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