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Papa Clemente VI e i banchetti avignonesi


Clemente V eletto papa nel 1305, fu colui che per “sottrarsi ai torbidi cittadini di Roma”, con il pretesto del clima insalubre della città, scelse di fissare la sua nuova dimora ad Avignone.
Con il termine di cattività avignonese si intende il periodo che i pontefici e la loro corte trascorsero presso la città di Avignone, praticamente sotto il controllo della monarchia francese di Filippo il Bello.
Tra il 1309 e il 1377 in quasi settant’anni, sette papi risedettero in questa città e una grande quantità di soldi furono investiti nella costruzione e la decorazione del loro palazzo. Ad Avignone i Papi vivevano nel fasto reale. Ecco la descrizione di una festa data dal Papa Clemente VI:
"Il pranzo comprendeva nove servizi, che si componevano ognuno di tre piatti, ossia un totale di ventisette pietanze….. Dopo in quinto servizio, fu portata una fontana sormontata da una torre e da una colonna da cui sgorgavano cinque specie di vino. Le pietre di questa fontana erano guarnite di pavoni, di fagiani, di pernici, di gru e di diversi altri volatili. L’intervallo fra il settimo e l’ottavo servizio fu occupato da un torneo che ebbe luogo nella sala medesima del festino. Un concerto terminò il festino propriamente detto. Alla fine del pranzo furono portati due alberi, l’uno che sembrava d’argento, guarnito di mele, pere, fichi, pesche e di uva; l’altro verde come l’alloro, guarnito di frutti canditi multicolori….
Il capocuoco, accompagnato da trenta sguatteri eseguì le danze dopo il pranzo. Quando il Papa si fu ritirato nei suoi appartamenti si portò il vino con le spezie. La giornata terminò con canti, tornei, danze e soprattutto con una farsa che fece divertire molto il papa e i cardinali".
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