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Marroni del Monfenera IGP


La zona di produzione è caratterizzata da condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione del castagno, quali le limitate gelate primaverili e le abbondanti precipitazioni medie annue che conferiscono la giusta acidità al terreno, requisiti che si rivelano fondamentali per le peculiari qualità dei Marroni del Monfenera IGP.

La storia della coltivazione di questi marroni inizia nel periodo medioevale; a testimoniarlo, un atto risalente al 1351 che serviva a regolare la raccolta del frutto tra i capifamiglia. La cura e la preservazione dei castagneti è avvalorata inoltre da fonti notarili della stessa che contrastavano i tagli abusivi dei castagneti o denunciavano la presenza di animali da pascolo fuori stagione che rischiavano di compromettere la raccolta delle castagne. 

Nella prima metà dell'Ottocento, con l'impero Asburgico, la castanicoltura attraversò probabilmente il suo momento storico migliore suscitando un grande interesse. Più recentemente, a partire dalla metà degli anni Ottanta, la coltura del castagno ha conosciuto un andamento molto positivo, risultando in ripresa su tutto il territorio della Pedemontana del Grappa e del Montello, anche grazie al traino di numerose manifestazioni. La più importante, una mostra mercato dei Marroni del Monfenera, che è stata inaugurata nel 1970 e da allora esiste con un significativo proposito di promozione e divulgazione.

Oltre che per le tradizionali caldarroste, questi frutti possono essere utilizzati per numerose preparazioni culinarie, dai primi piatti ai dessert. Sono ottimi anche semplicemente lessati o trasformati per farine o salse. Bolliti e passati possono costituire l'impasto per formare biscotti - con rhum e uova, cosparsi poi di mandorle o zucchero - oppure budini e sufflè.

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