NOTIZIE letteratura


Categoria: letteratura

Il digiuno nella chiesa antica - Testi siriaci, latini e greci


Ha ancora rilievo argomentare di digiuno, e in particolare che cosa è? Perché talvolta viene confuso con la parola – dieta – che significa “tenore di vita” o “regime alimentare”? Se l’alba del digiuno rimane incerta, è assodato invece che in alcune religioni è prassi usuale. Nei fatti il digiuno è vissuto non come tragica ricorrenza, bensì quale pratica spontanea. Nella religione cristiana con il passare dei secoli, il significato di “privazione del cibo” ha perso la sua linfa embrionale. Dapprima il distacco dal nutrimento non era percepito come un patimento per mortificare il corpo, bensì  quale status ideale che permetteva all’anima d’esser coinvolta in spiegazioni altrimenti incomprensibili. Infatti, in quest’opera, il digiuno è documentato e spiegato nel suo significato soggettivo e sociale.

Altro aspetto da enfatizzare nel digiuno religioso è la non parentela con dottrine estreme che impongono il rifiuto assoluto dei piaceri terreni (cibo e vino inclusi) per raggiungere lo stato chimerico della sublimazione. Del resto, chi nel terzo millennio aspirerebbe alla vita claustrale di un anacoreta, trascorrendo giornate intere nella contemplazione, vivendo di umori, preghiere e intime riflessioni? Vivendo una dimensione del genere il significato degli alimenti (e non solo) perderebbe valore, dignità e priorità. 

L’ipotesi di rinuncia da sempre è foriera di un pesante fardello. Un “triste” sostantivo che fa rima con colpa, punizione, espiazione, castigo et similia. Questi sono i limiti evidenti che rendono il proposito di digiuno religioso avulso dal lessico quotidiano. Negli ultimi decenni, cibo, piaceri di gola e problematiche derivanti dal suo abuso sono al centro dell’attenzione dei media. Da un lato sussiste una palese propensione a promuovere il cibo di qualità e sano. Dall’altro si cerca di correre ai ripari contro i drammatici risvolti causati dal suo eccesso. Anche la neuropsichiatria è coinvolta nei problemi derivati da un’alimentazione scorretta e deviata, basti pensare alla bulimia o all’anoressia. Patologie tormentate che impongono spesso la prescrizione di terapie farmacologiche e psicologiche, anche associate.

Ritornando all’opera, emerge tra le righe che nell’orientamento cristologico sta l’essenza del digiuno per i credenti, quindi nella sua capacità d’essere veicolo di trofica positività in una società sempre più lontana dai bisogni interiori dell’uomo. Il Digiuno nella Chiesa antica è un itinerario di riflessioni di brillante spessore culturale che fa luce sul digiuno spirituale da decenni dipinto con aggettivazioni negative. Il libro, infatti, svela che non è affatto così attraverso eloquenti analisi e deduzioni originali che rendono l’approccio al tema degno di approfondimento. 





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria