NOTIZIE latticini - uova


Categoria: latticini - uova

Storia Grana Padano Dop


Il Grana Padano DOP è un formaggio prodotto con latte crudo di vacca. Ha forma cilindrica, una crosta dura, spessa e liscia, di colore scuro o giallo dorato naturale ed una pasta finemente granulosa, di colore bianco o paglierino. Se tagliato, si divide a scaglie. Aroma fragrante e sapore delicato. La zona di produzione del Grana Padano DOP comprende il territorio delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova a sinistra del fiume Po, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Bologna a destra del fiume Reno, Ferrara, Forlì-Cesena, Piacenza, Ravenna e Rimini.
All’epoca del regno di Federico I Barbarossa, attorno all’anno mille, la pianura Padana era una fascia di territorio caratterizzata da ampie zone paludose e ricoperta di selve e foreste. Qui i monaci Cistercensi Benedettini avviarono un’imponente opera di bonifica e di disboscamento, rendendo così i terreni fertili e consentendo agli abitanti di dedicarsi con successo all’agricoltura ed all’allevamento del bestiame da impiegare per la produzione del latte e per i lavori dei campi.
Ben presto, tuttavia, si avvertì la necessità di poter conservare il latte prodotto in eccesso. Allora i monaci, già abili produttori di formaggelle, utilizzando il calore riuscirono a produrre un cacio più consistente e di più lunga conservazione. Nacque così un formaggio a pasta dura, il “caseus vetus”, cacio vecchio, poi denominato “grana” in funzione dell’aspetto che tuttora caratterizza la pasta. Alla fine dell’XI secolo questo prodotto era già una realtà affermata, con una vera e propria rete commerciale. Sotto Federico II, agli inizi del XIII secolo, veniva impiegato come merce di scambio e di pagamento, rappresentando anche un dono di valore e prestigio.
Era il 1477 quando il Confienza già descriveva il ‘piacentino’ (ossia il Grana) come il formaggio “più famoso d’Italia”, indispensabile sia al sontuoso banchetto di corte, che alla sopravvivenza delle genti di campagna durante i tempi di carestia.

Durante il XIX secolo, con la costituzione del caseificio come entità autonoma, si realizzerà il “salto di qualità” dal punto di vista del processo produttivo di tale formaggio. Da allora ad oggi la produzione del Grana Padano prosegue, nel rispetto della tradizione.
È buona norma collocare questo formaggio nel vano inferiore del frigorifero, ossia quello meno freddo, avvolto in un telo di cotone umido, oppure in una pellicola trasparente, possibilmente non a contatto con altri formaggi, per evitare eventuali sovrapposizioni di aroma e sapore. Il gusto del Grana Padano, come quello di molti formaggi, può avere sfumature differenti a seconda dei vari punti della pasta, ovvero se questa è più o meno vicina alla crosta. Per porzionare il Grana Padano l’ideale è non tagliarlo, bensì “scheggiarlo” con gli appositi coltellini a mandorla. Prodotto estremamente versatile, il Grana Padano viene utilizzato come formaggio da tavola o come ingrediente - a seconda del diverso grado di stagionatura - nella preparazione di piatti della tradizione gastronomica italiana: grattugiato su primi piatti, risotti e verdure gratinate, a scaglie sui piatti freddi, prevalentemente a base di carne - a cubetti come antipasto o nelle insalate miste.
Il Grana Padano è anche uno degli alimenti più interessanti dal punto di vista dietetico, un alimento completo che risponde alle esigenze di un’alimentazione equilibrata e moderna. L’estrema digeribilità e la composizione chimica lo rendono particolarmente ideale per i neonati, gli sportivi, gli anziani, le donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Leggi news formaggi Lombardia





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria