NOTIZIE bevande


Categoria: bevande

Storia e proprietÓ del Sorbetto


La provenienza del termine è controversa. Diversi studiosi pensano che derivi dalla parola araba "sherbeth" (bevanda fresca), alcuni insistono sulla voce turca "sharber" (sorbire), altri indicano il verbo latino ”sorbeo-es-sorbui” (sorbire o succhiare). In ogni caso sembrerebbe che il nome sorbetto venne adottato nel Medioevo come onomatopeico del suono fatto per succhiare le bevande fresche alla frutta.

Indispensabile per realizzazione queste ricette era la neve conservata in cavarne isolate con strati di paglia. È il poeta Simonide (V sec. a.C.) a raccontarci che presso i greci “la neve si seppellisce viva, perché viva si conservi e ingentilisca l’estate”. 

Il romano Seneca (I sec. d.C.) ci descrive che la tecnica per refrigerare le bevande consisteva nel farle passare più volte attraverso un colatoio d’argento o un panno di lino colmi di neve.

Durante i primi secoli del Medioevo nelle terre d'Occidente l'arte del  preparare bevande ghiacciate venne quasi dimenticata. 

Fu solo attorno al IX sec. che gli arabi reintrodussero in Sicilia le conoscenze sul come fare sorbetti. All'epoca in Oriente si era scoperto che del succo di frutta si addensava e si raffreddava se mescolato in un recipiente ricoperto esternamente di neve; si era poi anche capito che lo scioglimento del ghiaccio era rallentato con l'aggiunta del sale. Tali metodiche apportarono notevoli cambiamenti alla preparazione delle bevande fredde e dei "sorbetti graniti" (granite). 

Il Kitab al-Tabikh (1226), ricettario compilato da Mohammad Al Baghdadi, nella parte finale riporta alcune ricette di “sherbeth”.

Durante la seconda metà del XVI sec. l’abitudine di fare sorbetti si affermò nelle diverse corti italiane, pare anche grazie ad alcune marchingegni messi a punto dall'architetto ed ingegnere Bernardo Buontalenti, incaricato dai Medici di organizzare “festini da far rimanere come tanti babbei gli stranieri, spagnoli per giunta”. 

È lo storico settecentesco Giuseppe Averani nel suo libro “Del vitto e delle cene degli antichi” ad informarci sulle doti del fiorentino:

«Bernardo Buontalenti, uomo di sagacissimo intendimento e nominatissimo per ingegno e per molti meravigliosi ritrovamenti, fabbricò per primo le conserve del ghiaccio».

Nel XVII secolo il sorbetto conquistò il palato della borghesia grazie a nuove conoscenze tecnologiche e il minor costo degli ingredienti.

Il Redi nel “Bacco in Toscana” così descrive la bevanda:

"oh come scricchiola tra i denti, e sgretola

quindi dal l'ugola giù per l'esofago

freschetta sdrucciola fin nello stomaco".

Fu il siciliano Francesco Procopio Cutò tramite il “Café Procope”, aperto a Parigi nel 1686, a diffondere il consumo di sorbetti speciali presso la borghesia europea.

La fama dell'italiano divenne così grande che Luigi XIV gli assegnò l’esclusiva per la fornitura a corte di “acque gelate” (le moderne granite), “fiori d’anice” e “fiori di cannella” (simili ai gelati alla frutta). 

 

Proprietà per l'organismo

Tutti gli agrumi presentano una caratteristica comune: hanno funzione di antidepressivi.

Sorbetto al limone
Come in tutti gli agrumi, anche nel limone è presenta la vitamina C, detta anche acido ascorbico. L’assunzione di vitamina C è consigliata per svariati motivi: aiuta a mantenere integro il tessuto connettivo e osseo, scioglie grassi in eccesso, elimina tossine dal sangue e aiuta la digestione. Facilita inoltre l’assorbimento intestinale del ferro.
Sorbetto all’arancia
Anche l’arancia è una grande fonte di vitamina C, contiene inoltre pectine, fibre solubili, flavonoidi e antiossidanti. Migliora la circolazione, aumenta la resistenza alle infezioni e facilita la digestione, aumenta le difese immunitarie contro virus e batteri e favoriscono la deposizione di calcio e fosforo nelle ossa e nei denti.

Leggi ricetta

Leggi news ghiacciare sorbetto
Leggi news entremets





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria