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Primitivo di Manduria vino potente ed elegante


Testo di Sandro Romano. Studioso di gastronomia storica, regionale e del Mondo. Ambasciatore Console per il sud Italia dell’Accademia Italiana Gastronomia Storica. Presidente Commissione Regionale Puglia di E.N.D.A.S. Gusto&Tradizioni. Presidente e animatore della “Compagnia della Lunga Tavola”. Autore del libro “Assaggio di Puglia”.

 

Recenti studi sul DNA del Primitivo hanno stabilito che le sue origini risalirebbero ai Balcani, ma è certamente in Puglia che si è meravigliosamente radicato nel territorio, dando nella zona intorno a Manduria risultati particolarmente interessanti.

I primi documenti storici sul Primitivo si attestano alla seconda metà del 1700, quando don Francesco Filippo Indellicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle, si accorse che tra i vitigni presenti nelle sue vigne, uno maturava precocemente, permettendone la vendemmia già nel mese di agosto. 

Così don Francesco decise di impiantare un vigneto tutto con quel tipo di uva e, in breve tempo, la coltura si estese in tutta la zona di Gioia del Colle, Altamura e Acquaviva delle Fonti. 

Poi, alla fine dell’Ottocento, la contessina Sabini di Altamura sposò Don Tommaso Schiavoni Tafuri, signorotto di Manduria, portando in dote una barbatella di quella vite, che rapidamente ebbe larghissima diffusione in tutta l’ampia zona circostante la città e dando vita ai primi esempi di quel vino che, oggi, è denominato Primitivo di Manduria.    

Un vino rosso intenso dalle sfumature violacee in gioventù che, col tempo, volgono al granato, ampio di profumi con forti sentori di frutti rossi, potente ma morbido, caldo e asciutto, dalle potenzialità inespresse fino a non molto tempo fa, perché quella potenza faceva comodo tenerla al servizio di vini più blasonati con i quali il Primitivo spesso si mescolava, donando loro corpo e grado alcolico.  

In un recente passato, infatti, questo vino di gran corpo e dotato di eleganti tannini era un importante nobilitatore di vini di grande nome, ma finalmente oggi sta avendo, grazie alla presa di coscienza di alcuni avveduti produttori, il successo che merita. 

La zona del Tarantino che comprende i paesi di Talsano, S. Giorgio Jonico, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, Lizzano, Fragagnano, S.Marzano, Sava, Torricella, Maruggio, Manduria, Avetrana ed, in provincia di Brindisi, Oria, Erchie e Torre S. Susanna, è il territorio su cui si producono le tre le tipologie di Primitivo di Manduria riconosciute:

Primitivo di Manduria D.O.C, che può essere messo in commercio dopo il 31 marzo successivo alla vendemmia; 

Primitivo di Manduria Riserva D.O.C. che deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di 24 mesi di cui almeno 9 in legno, a partire dal 1° di novembre dell’anno di raccolta delle uve;

Primitivo di Manduria Dolce Naturale D.O.C.G. che non può essere immesso al consumo prima del 1° giugno dell’anno successivo a quello di produzione delle uve, che possono essere sottoposte a pratiche di appassimento sulla pianta e/o su graticci e/o in cassette all'aperto o in locali anche dotati di sistemi per il controllo di temperatura e/o umidità' e/o di ventilazione forzata.

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