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Storia del dessert


La parola viene da “desservir” (letteralmente “togliere il servizio”) con la quale si indicava lo sgombro di piatti, posaterie e attrezzature delle portate precedenti, fatto per servire l’ultima, definita perciò “dessert”. L’uso di considerarlo come un complesso di tre o quattro elementi: formaggio, frutta fresca, dolce o gelato, è ottocentesco e viene anch’esso dalla Francia.
Anticamente, ai tempi di Greci, Etruschi e Romani, il pranzo finiva con frutti (secchi o freschi), formaggi e miele.
Nel Medioevo e nel Rinascimento le classi aristocratiche consumavano i dolci e gli eventuali gelati inframezzati agli altri servizi (donde il termine “entremets”), mentre il finale del pranzo era affidato a bonbon, pasticcini, canditi, pasticche di zucchero, bibite calde zuccherate, spesso a base di vino speziato.
Nel ‘600, la parte conclusiva del pasto vede un arricchirsi della pasticceria, con il fenomeno delle presentazioni elaborate, e quando alla fine del secolo si diffonde l’uso del gelato a fine pasto, prima in Francia e poi in Italia, il dessert comincia a diventare una parte importante del pranzo. Sarò nell’ottocento, con Careme, che il dessert arriverà ad avere presentazioni talmente ricche e splendide, da essere considerate vere e proprie architetture.
VIDEO pasticcini e praline





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