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Cucina del Sulcis Iglesiente


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi organizzato dal comune di Forlimpopoli nel corso della Festa Artusiana 2003 con la ricetta “ditaliani con zafferano, spada, seppie, cozze e fagioli brenti niedda”.

 

Territorio sud-occidentale della Sardegna caratterizzato dalla presenza di imponenti risorse minerarie, ma anche monumenti come necropoli a domus de janas di Montessu e la città fenicia di Nora. La parte più sud comprende le isole di San Pietro e Sant’Antioco. La zona più meridionale  è sempre stata denominata Sulcis, dal nome della città fondata dai fenici, mentre quella settentrionale, Iglesiente, dalla città mineraria di maggior rilievo, Iglesias. La morfologia del territorio si modifica  bruscamente e si potrà osservare  da una parte il litorale costiero e dall’altra colline e boschi quasi incontaminati.  Curiosa è la storia dell’isola di San Pietro che oltre ad avere testimonianze monumentali  di genti protosarde, è abitata, dal 1736, da una popolazione originaria della costiera ligure che nel 1540 si erano rifugiati nell’isola tunisina di Tabarca. Con l’arrivo di questa popolazione giungono nell’isola anche numerose pietanze chiaramente arabe e genovesi: il caschà, (pasta simile al cuscus e chiamata in sardo ambus all’interno della sub-regione) e cassulli, come anche le tecniche di pesca, specialmente per il tonno.   Una cucina antica e raffinata che elabora e conserva, il sempre più pescato “porco di mare”, il tonno, secondo metodi ancestrali, ma anche ogni altra tipologia che la pescosa costa regala. La carne consumata nel territorio è principalmente la saporita capra  che viene cucinata sia sulla brace che in zuppa. Preziosi sono i metodi di cottura  del cinghiale e pernici, ma anche le zuppe di verdure, accompagnate da fragranti pani di semola. La pasticceria elabora speciali  gioielli di pasta di mandorla.

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