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Storia e proprietÓ della curcuma


Pianta molto abbondante e poco costosa, i cui caratteristici monticelli gialli danno colore ai mercati di spezie di suk e bazar. La curcuma longa, dal rizzoma arancio brillante che grattugiato offre la polvere d'oro, è una radice della famiglia dello zenzero coltivata in India (primo produttore al mondo), Cina, Indonesia, Costa Rica e alle Hawai.

Gia 4000 anni fa gli indiani facevano ampio uso della curcuma, considerata una spezia fondamentale, legata ai rituali religiosi indù per il suo potere colorante giallo, correlato al sole. Certe stoffe tinte artigianalmente (vesti dei monaci buddisti), i cosmetici usati per le nozze e le festività (capelli delle spose), il curry, sono solo alcuni esempi dell'utilizzo del suo forte potere colorante.
Già nell'antica tradizione orientale questa radice tropicale era considerata importantissima anche per le sue virtù terapeutiche utili a curare tutti gli organi del corpo.
Secondo la medicina tradizionale il suo principio, la curcumina, risolverebbe problemi di cuore, fegato, polmoni, oltre ad essere efficace contro i vuoti di memoria.
Recentemente, è stata oggetto di studi in relazione alle sue virtù antinvecchiamento: gli esami di laboratorio condotti da ricercatori italiani del Cnr di Catania, Università di Catania e Università di Pavia e ricercatori statunitensi del New York Chemical College hanno confermato la capacità dei suoi antiossidanti nel contrastare lo sviluppo di disordini neurodegenerativi legati all'invecchiamento del cervello, quali il cancro e l'Alzheimer.
In cucina la curcuma, detta anche zafferano delle indie o zenzero giallo, da ai piatti un aroma piccante, che ricorda un po’ lo zenzero, ma più amaro. Viene utilizzata praticamente in tutti i piatti di carne e verdura indiani, sia nelle miscele di spezie.
Indonesia e Nord Africa apprezzano in particolare il riso pilaf colorato e aromatizzato con questo rizzoma, perché in cottura il suo aroma si attenua e non crea vincoli particolari con carne o pesce. A Bali se ne mescola la polvere con latte di cocco e lemon grass per condire il riso.
Nelle nostre tavole la curcuma compare mimetizzata, viene infatti usata industrialmente come colorante della senape, oltre che per certi formaggi e liquori.
Può capitare di acquistarla nei viaggi in Oriente, dove spesso viene spacciata per il più costoso zafferano, come del resto avveniva già nel Medioevo, quando era chiamata “zafferano indiano”.
Come per tutte le spezie sarebbe preferibile non acquistare la curcuma già macinata in polvere, perché con il tempo diventa amarognola e terrosa perdendo pure il suo colore brillante.

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