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Storia e proprietà mortadella di Prato IGP


Questa mortadella Toscana nacque dall’esigenza di usare al meglio i tagli suini di seconda scelta e le carni scartate nella preparazione dei salumi.
Secondo tradizione fu agli inizi del ‘900, che a Prato e in alcune zone della provincia di Pistoia, si iniziò a insaccare queste carni, a conciarle con spezie e liquori, e a cuocerle in acqua.
Nel dopoguerra questa produzione sparì, sino a che, negli anni ’70 una salumeria di Prato riprese la produzione, facendo rinascere il consumo di questo salume.
La mortadella può avere varie forme, più vicine al salame o alla mortadella classica (dipende dal produttore), e il peso è quasi sempre di un chilogrammo (anche se esistono varianti che vanno dai 300/400gr fino ai 2kg e mezzo).
Ricordiamo che i salumi cotti sono molto particolari, se li si gusta appena estratti dalla pentola o dal forno sono eccellenti, ma se freddi li si fa riscaldare perdono gran parte del loro gusto. Sconsigliamo di riscaldare cotechini, mortadelle, prosciutti cotti: o avete la fortuna di arrivare in salumeria al momento giusto, quando sono ancora bollenti di cottura, oppure gustatelii a temperatura ambiente.

Testo consultato Presidi Slow Food

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