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Pirandello l’umorismo è servito!


Articolo di Dora Marchese dottore di ricerca in Filologia moderna e in Lessicografia e semantica del linguaggio letterario europeo. Collabora con quotidiani e periodici e ha pubblicato numerosi articoli e saggi. 

 

Stralcio tratto dal cap. 2 del volume di Dora Marchese Il Gusto della letteratura. La dimensione gastronomico-alimentare negli scrittori italiani moderni e contemporanei, Roma, Carocci, 2013.

Pirandello: l’umorismo è servito!

Accanto alle sfumature di tipo realistico-connotativo e strutturale, in Pirandello il cibo è reiteratamente caricato di forte significato simbolico e metaforico, sia a livello linguistico che a livello letterario.   

Nel dramma L’uomo dal fiore in bocca, l’acre disperazione del protagonista consapevole dell’imminenza della fine è espressa nell’immagine delle albicocche, succose e sensuali, dolci e vellutate, fiorente raffigurazione della magnificenza della vita: 

Ma ci sono, di questi giorni, certe buone albicocche... Come le mangia lei? con tutta la buccia, è vero? Si spaccano a metà; si premono con due dita, per lungo... come due labbra succhiose... Ah, che delizia! (Riderà. – Pausa).

L’affascinante natura dell’uovo è adoperata per illustrare, in modo allegorico ed ironico, la Weltanschauung del Capocomico che, nei Sei personaggi in cerca d’autore, si appresta a mettere in scena Il giuoco delle parti. Dell’uovo fresco si può bere il contenuto e, una volta vuoto, si può ‘giocare’ col suo guscio: il guscio è «la vuota forma della ragione», il pieno è «l’istinto»:

Il Suggeritore (leggendo c.s.): «Al levarsi della tela, Leone Gala, con berretto da cuoco e grembiule, è intento a sbattere con un mestolino di legno un uovo in una ciotola. Filippo ne sbatte un altro, parato anche lui da cuoco. Guido Venanzi ascolta, seduto.» […]

Il Capocomico: Il berretto da cuoco, sissignore! E sbatta le uova! Lei crede, con codeste uova che sbatte, di non aver poi altro per le mani? Sta fresco! Ha da rappresentare il guscio delle uova che sbatte! (Gli Attori torneranno a ridere e si metteranno a far commenti tra loro ironicamente.)

Silenzio! E prestino ascolto quando spiego! (Rivolgendosi di nuovo al Primo Attore:) Sissignore, il guscio: vale a dire la vuota forma della ragione, senza il pieno dell'istinto che è cieco! Lei è la ragione, e sua moglie l'istinto: in un giuoco di parti assegnate, per cui lei che rappresenta la sua parte è volutamente il fantoccio di se stesso. Ha capito?

Così l’opposizione tra pieno e vuoto è non solo metaforicamente quella esistente tra istinto e ragione, ma è anche tra chi beve il contenuto dell’uovo (e quindi consuma l’amplesso) e chi invece ne possiede solo il guscio, la forma vuota, determinando il contrasto marito-amante. Ne Il giuoco delle parti, infatti, Leone si rifiuta di accettare l’uovo che Silia provocatoriamente gli porge:

Silia: Ti volevo dar questo! (Gli mette in mano, ridendo, un guscio d'uovo).

Leone: Ah! Ma non l'ho bevuto io! Ecco... guarda... (S'avvicina rapidamente a Guido e glie lo dà). Diamolo a lui!

Guido automaticamente lo prende e resta lì goffo col guscio vuoto in mano, mentre Leone, ridendo forte, se ne va. 





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