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La cucina di Alice B. Toklas


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi.

 

Alice B. Toklas (1877-1967) e la compagna Gertrude Stein (1874-1946), sono due americane rifugiatesi a Parigi.

Gertrude raggiunse Parigi nel 1903, dove visse fino alla morte con la sua compagna Alice. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, Gertrude e Alice, si erano ritirate in una casa di campagna e nonostante entrambe fossero ebree, scamparono alla persecuzione nazista.

Strinsero subito amicizia con i maggiori talenti nella Parigi dell’epoca: Picasso, Braque e Matisse. Gertrude, in Francia, poté dedicarsi interamente alla cultura e alla scrittura. Con la sua attività e con la sua opera, diede un impulso rilevante allo sviluppo dell’arte e della letteratura mondiale.

La passione della Stein era per il Cubismo (Picasso le dedicò un quadro, ormai famosissimo).  

Alice era un’ottima cuoca.

La Stein scrisse molto, e sempre con grande e riconosciuta capacità.

Ho letto due suoi libri, particolarmente interessanti per la tecnica di scrittura: “Autobiografia di tutti”, tradotto da Fernanda Pivano; e Autobiografia di Alice B. Toklas”, tradotto da Cesare Pavese. Quest’ultimo libro è del 1933, ed è il testo di maggior successo, che scrisse immedesimandosi nella sua compagna Alice. La Stein descrisse tranquillamente il suo rapporto sentimentale con la Toklas, in un momento storico in cui era difficile parlare di omosessualità.

Gertude morì nel 1946.

Gli ultimi anni di vita di Alice, furono molto difficili, per la cattiva salute e problemi economici, che si aggravarono quando gli eredi di Getrude, le portarono via i dipinti che le aveva lasciato.

Alice Toklas morì all'età di 89 anni ed è sepolta a Parigi.

Dopo la morte di Gertrude, Alice, scrisse e pubblicò le sue memorie, un libro del 1954, nel quale mescolava ricordi e ricette, dal titolo Il libro di cucina di Alice Toklas.

Nel contenuto del libro, scrive interi capitoli analizzando temi precisi, come: La tradizione francese, Il cibo nelle case francesi, Piatti francesi poco conosciuti adatti per la cucina inglese e americana e Piatti per artisti. Analisi e dettagli conseguenti alle loro interessanti frequentazioni francesi.

Numerose e curiose sono le ricette:

“Branzino Picasso”, decorato con uova sode, tartufi ed erbe tritate. «Quando lo servii Picasso diede in esclamazioni di meraviglia»; “Oeufs Francis Picabia”; ma anche quelle suggerite da amici come di Dora Maar (“Minestra di alloro”); Pierre Belmain (“Pollo vent vert”); Cecil Beaton (“Mele glassate”); “Crema di Josephine Baker”; “Biscotti di Baudelair” e Fernanda Pivano Sottsass (con il tris italianissimo di “Gnocchi alla romana”, “Pesto alla genovese” e “Pizza alla napoletana”).

Un libro magico, non solo per il racconto delle ricette, ma anche per l’enfasi nel descrivere un’epoca meravigliosa, fatta di grande creatività e dove, dopotutto, ha prevalso quel grande sentimento che ha legato a vita due donne.





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