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Giuseppe Mazzini dolce, caffè e cioccolato


Giuseppe Mazzini (1805-1872)
Giuseppe Mazzini (1805-1872)

Nato a Genova nel 1805, già da fanciullo imparò con inusitata volontà a leggere mentre studiano le sorelle.
A soli 15 anni venne ammesso alla facoltà di legge dell’Università della città natale, ma fin dall'adolescenza si mostrò più aperto agli interessi politici e letterari che non alla giurisprudenza.
Egli si riteneva un rivoluzionario diverso da molti altri, in quanto concepiva la rivoluzione non come rivendicazione di diritti individuali ma come un dovere religioso da attuare in favore del popolo.
Dopo l’adesione alla Carboneria e l’onta del successivo esilio, nel 1832 fondò a Marsiglia la setta della Giovane Italia, che si proponeva di costituire la nazione "Una, Indipendente, Libera, Repubblicana”.
Gastronomicamente parlando Mazzini amava il caffé, le noci, i dolci e il cioccolato.
Alcuni cronisti riportano che Giuseppe durante l’esilio francese, oppresso dalle pene patriottiche, sembra solesse dire:
“Il cioccolato ha mille pregi: consola i fallimenti, i tradimenti, le ingiurie della vita, le malinconie per le passioni perdute e per quelle mai avute”.
Le poche righe che invece riportiamo di seguito, vennero scritte da Mazzini dall’esilio svizzero ed indirizzate alla madre Maria nel Dicembre 1835.
«...eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste e provaste, perchè a me piace assai... traduco alla meglio, perchè di cose di cucina non m'intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese.
Pestate tre once di mandorle, altrettante di zucchero. Sbattete il succo d’un limone e due torli d’uovo, montate a neve gli albumi, e mescolate tutto.
Unta di burro una tortiera, mettete sul fondo pasta sfoglia, sulla quale verserete il miscuglio suddetto».
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