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Gaetano Donizetti e la dolce fretta


Gaetano Donizetti (1797 - 1848)
Gaetano Donizetti (1797 - 1848)

D'umili origini bergamasche, il padre portiere al Monte dei Pegni e la madre tessitrice, passò l’infanzia in una specie di scantinato buio.
A nove anni venne ammesso alle "Lezioni caritatevoli di musica" dirette da Mayr. Il maestro lo prese a benvolere, tanto da curare personalmente la sua istruzione e da inviarlo al liceo musicale di Bologna per formare il suo bagaglio culturale.
Soggiornò a Napoli e Palermo, ma fu a Roma che Gaetano conobbe Virginia Vasselli, giovane di famiglia benestante, bella e gentile della quale s’innamorò perdutamente.
Sottoponendosi ad un lavoro massacrante, scrisse dodici opere in tre anni, riscosse una crescente popolarità come autore di melodrammi.
Nel 1828 portò finalmente all'altare l'amata Virginia, ma fu l’inizio di una tragedia poiché, quale infedele cronico, contagiò l'adorata moglie di sifilide, causandone così la morte.
All’epoca Gaetano aveva già alle spalle successi come “Lucrezia Borgia” e “l'Elisir d'amore”. La sua abilità stava in quella che venne definita la "poetica della fretta", dove la fantasia creatrice, invece di essere turbata e depressa dalle scadenze, era sollecitata e tenuta sempre sotto tensione.
Donizetti scrisse l’imbandigione della tavola in diverse opere, ma i suoi spunti culinari furono influenzati sia della povertà sofferta in gioventù che dalla fretta espressiva.
Tra i vari aneddoti che lo riguardano, c’è n’è uno che lo vede seduto a tavola con Rossini .
Il pesarese, constatando le profonde amarezze sentimentali del suo ospite bergamasco, sembra che consigliò al cuoco di preparare una ricetta semplice, veloce ma dolce. Si dice che la torta incontrò i favori dei musicisti, tanto da meritare di essere dedicata proprio a Donizetti.
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