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Risicoltura biologica e prospettive


Testo di Cinzia Marazzi. Studente corso laurea in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso Università San Raffaele Roma - Facoltà di Agraria.

 

Nella Tenuta San Giovanni Olevano di Lomellina in Pavia c'è stata un'appendice della “Seconda Conferenza Internazionale dei Sistemi di Produzione di Riso Biologico - ORP II” proposta presso il Teatro della Terra nel Parco della Biodiversità di Expo 2015 dove i rappresentanti della maggiori religioni si confrontavano sul tema della produzione e del consumo di cibo nel Pianeta lanciando un messaggio di pace internazionale,

I conferenzieri dell'ORP II hanno fatto il punto della situazione in merito alla produzione e consumo del riso biologico in Italia e nel mondo. 

La prof.sa Claudia Sorlini (Presidente del Comitato Scientifico, Le Università per Expo 2015) ha evidenziato che le produzioni biologiche hanno guadagnato spazio nella visione dei consumatori: viene infatti percepita una sicurezza maggiore rispetto a qualità e salute. Attualmente ciò si traduce, nel mercato del riso biologico, con una domanda nettamente superiore all'offerta.

Il professor Bocchi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano ha introdotto i cenni storici riguardanti l'agricoltura “convenzionale”, figlia della Green Revolution, diffusasi negli anni Sessanta dello scorso secolo in USA e in Europa, con l’obiettivo principale di aumentare le produzioni agricole attraverso un crescente utilizzo di strumenti tecnologici innovativi nel campo della genetica, della meccanica e della chimica.

Quella “convenzionale” è un’agricoltura che tende alla specializzazione, all’intensificazione delle colture, alla semplificazione delle rotazioni agrarie e si prefigge la massimizzazione del profitto: ridurre i costi di produzione offrendo prodotti standardizzati in funzione dei criteri di mercato della GDO. L’agricoltura biologica è invece sinonimo di rispetto dei tempi della natura, di biodiversità, di miglioramento della composizione del terreno e dell’incremento della sua fertilità.

L'utilizzo di sostanze chimiche per il trattamento del suolo ha portato al suo impoverimento in termini di sostanza organica e di microorganismi utili all'ecosistema. Negli scorsi anni la produzione di riso nel mondo è triplicata senza il corrispondente apporto di fertilità. L'84% dei suoli europei ha un contenuto di sostanza organica inferiore al 3,5%. Questa è una grandissima preoccupazione per l'Europa.

Inoltre pesticidi, antiparassitari, fertilizzanti e quant'altro è utilizzato in agricoltura convenzionale per il trattamento delle erbe infestanti e degli insetti parassiti hanno contaminato i prodotti della terra, l'aria e soprattutto l'acqua.

Anche in agricoltura biologica esiste una certa contaminazione legata al vento e all'acqua, ma essa è di gran lunga contenuta. 

Per il prossimo futuro il progetto dell'ONU si baserà sulla sostenibilità ambientale e l'agricoltura biologica si colloca all'interno di un disegno internazionale di agricoltura sostenibile. Questo però necessita di un cambiamento paradigmatico nel pensiero degli operatori.

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