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Gofri cialde alpine


Il gofre e' una cialda croccante a nido d'ape preparata a Roure, comune dell'Alta Val Chisone (TO) nei pressi di Sestrieres.
Spesso poco meno di un centimetro, viene ricavato da un impasto di farina, latte, acqua, uova e lievito, messi a cuocere su apposite piastre di ghisa sagomate.
Frutto di una lenta cottura, il gofre può essere gustato con farcitura dolce o salata. Il caratteristico aroma, la fragranza dell'impasto ed il colore sono il risultato di gesti compiuti con saggezza alpina.
La farcitura con marmellata, miele, cioccolata, prosciutto, salame o formaggio, contribuiscono ad arricchirne ulteriormente il sapore.
I ferri dei gofri devono la loro origine ai ferri da ostie utilizzati dagli ordini conventuali. Simili a quelli prodotti dalla metà ottocento nelle fonderie francesi e belghe, sembra che giunsero attraverso i flussi migratori delle genti d'oltalpe.
Nelle piccole frazioni di montagna dove era più difficile raggiungere il forno del pane, i gofri venivano preparati una volta la settimana per essere alternati al pane; mentre nei periodi di maggior ristrettezze economiche sostituivano non solo il pane, ma anche il ‘companatico’.
L'attività di fare i gofri è presente come memoria orale nei racconti di molti anziani, i quali ricordano che "...di buon ora nei giorni di festa le donne preparavano una pasta composta di acqua, farina, sale e lievito; lasciavano riposare il composto in un ambiente tiepido fino al pomeriggio, quando venivano accesi i fuochi, e messe a scaldare padelle e ferri. Al momento in cui le piastre erano calde si ingrassavano con del lardo o con olio di semi di noci; si prendeva con un mestolo la pastella, si versava al centro del ferro, lo si richiudeva e lo si girava sul fuoco per due o tre minuti. All'apertura, se il gofre si staccava senza alcuna resistenza significava che era cotto, altrimenti si proseguiva la sua cottura per alcuni minuti".
I gofri, dimenticati negli ultimi decenni del ‘900, sono stati riscoperti da qualche anno durante le feste religiose e civili in bassa come in alta val Chisone.
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