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Storia panino con tacchino


Il tacchino (Meleagris gallopavo ) è originario del nord dell’America. Probabilmente Colombo è stato il primo europeo a conoscere il tacchino quando, il 14 agosto 1502, sbarcando sulle coste dell’attuale Honduras, ricevette dai nativi alcuni cibi e tra questi anche quelle che lui chiama “gallinas de la tierra”.
È accertato che tra il 1511 e il 1512 il tacchino fu portato in Spagna. Il primo documento, datato 24 ottobre 1511 a firma dal Vescovo di Valencia, riguardava una nave che trasportava dieci tacchini da riproduzione, metà maschi e metà femmine.
Quando Cortes nel 1519 iniziò la conquista del Messico trovò una grande abbondanza di tacchini domestici. La corte di Montezuma ne consumava un migliaio ogni giorno: in quel periodo in Messico il tacchino era la carne più abbondante ed economica.
Importato dall’America in Spagna, il tacchino si diffuse rapidamente in tutta Europa dove fu subito molto apprezzato, grazie al fatto che le tecniche di allevamento del pollame erano già avanzate.
Per quanto concerne le denominazioni dell'animale si ritiene che il termine inglese “Turkey” derivi dai mercanti turchi che lo portarono per primi in Inghilterra. In Francia, il nome era Coq d’Inde (gallo d’India) per la credenza che Colombo avesse scoperto le Indie Orientali. In Italia il gallinaceo venne dapprima chiamato Gallo d’India, ma anche Dindio o Dindo, e successivamente Tacchino; con ogni probabilità questa denominazione derivò dal verso, “toc, toc”, fatto della tacchina quando guida i suoi piccoli.
Dalla metà del XVI sec. fino alla fine del XVIII, il tacchino venne considerato un cibo sontuoso. A metà del XVII sec. era già pienamente entrato nella grande cucina italiana, sopravanzando il pavone, come evidenziava lo Stefani.
Circa il modo di cucinare il tacchino già Tanara (fine '600) consigliava diverse preparazioni: salsapimentato e arrostito, allo spiedo, al forno come i capponi, e in pasticcio.
Per i ghiotti e nobili palati Escoffier e gli altri chef dell'Ottocento trasformarono il tacchino in una cassaforte, all'interno della quale nascondere preziosissime farcie a base di marroni, funghi porcini, tartufi, ostriche e foie gras.
Sempre in questo secolo il tacchino era ormai una presenza costante nell’aia contadina, dove veniva allevato come cibo d'eccellenza da consumare in occasioni eccezionali.
Oggi uno dei panini più diffusi è quello farcito con la carne di tacchino arrosto e verdure.
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