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Pane e ricotta spuntino goloso


Dal siero avanzato nella lavorazione del latte , usato per la produzione del formaggio, si può ottenere un prodotto bianco, friabile, morbido, leggero, che si consuma di solito fresco: la ricotta. Benché non sia classificata tra i latticini, è altrettanto famosa e celebre quanto i più famosi formaggi italiani. Il nome deriva dal latino “recoctus” (cotto due volte), che si riferisce al trattamento termico al quale il siero ovino o vaccino viene sottoposto.
Conosciuta sia da Greci che Etruschi, secondo una leggenda fu inventata da Camole re dei Lidi, e la sua tecnica di produzione la troviamo citata nel “De re rustica” del romano Calumella.
La ricotta ebbe una reale diffusione solo all’inizio del Medioevo. Nel 1267-68 è citata tra i prodotti valdostani in una “Miscellanea valdostana” con il nome di “Seras”, termine derivato da “serum” (siero). Lo schema produttivo di questo alimento fu successivamente descritto anche dal Confienza nella sua Summa Lacticiniorum del 1477.

Prodotta con nomi e caratteristiche diverse in tutta Italia, ha pasta bianca, sempre morbida, talvolta cremosa o compatta. Il sapore è delicato, in alcuni casi un po’ salato. Oltre alla ricotta fresca, c’è quella stagionata, quella affumicata e quella cotta al forno.

Per secoli la ricotta è stata il “formaggio dei poveri”, perché capace di sopperire al fabbisogno nutrizionale delle classi meno abbienti, fornendo un buon nutrimento ad un costo contenuto. Spalmata sul pane o in un panino e abbinata a pomodorini o miele rappresenta uno spuntino molto goloso.

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