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I panini di Marcel Proust


I panini di Marcel Proust? E’ presto detto: venivano preparati per la merenda, per le gite e per lo sport. Nutrivano sempre in compagnia. Siamo a fine Ottocento, ma già si pratica il tennis, e d’estate le escursioni sulle scogliere normanne, con gli amici, prevedevano il paniere. Il sandwich di moda? anglofilo, all’insalata e al formaggio chester.

Marcel Proust lo giudica una novità da incolti, e preferisce “un gâteau au chocolat gothiquement historié de sucre ou une tarte à l’abricot" un dolce al cioccolato istoriato di zucchero o la crostatina all’albicocca. E’ una scelta femminea e poco sportiva, in sintonia con la sua indole e con una lunga storia infantile di biscotti, di madeleines e di panecioccolato. Céleste Albaret, la sua ultima governante, che ne ha ascoltato i ricordi, raccontando il suo amore fanciullesco per una certa Jeanne Pouquet, ci da invece una tesi diversa, affermando che Marcel quando la doveva incontrare per andare al tennis, per compiacerle portava dolci e panini: “ce n’erano per tutti i gusti e di tutti i colori”. La verità qual'è?





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