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Storia cibo di strada Campania


LA MOZZARELLA 

Le mozzarelle cibo da passeggio? C'è mozzarella e mozzarella. In primis, qui "mozzarella" vuoI dire bufala, mentre per avere quella di vaccino bisogna chiedere il "fiordilatte". Poi di bufala c'è quella di Battipaglia, che ha una pasta più fine e un gusto più dolce o quella di Mondragone, che ha una pasta più "filosa" ed è più salata. Indi c'è la provola, che è un fiordilatte affumicato, e anch'essa tagliata si mangia che è una gioia. 

 

LA PIZZA FRITTA 

La pizza fritta è davvero tosta. Sarà che: 

a) i napoletani son generosi e quindi la pizza è grossa come un frisbee; 

b) è fritta; 

c) essendo spesso cucinata da signore che hanno approntato un precario laboratorio al piano terra della propria magione, l'olio magari non è esattamente illibato.

Ciò detto, la pizza fritta la trovate abbastanza ovunque. Il piatto consiste di un enorme disco di pasta da pizza che viene farcito con varie amenità - la classica "completa" è con ricotta, mozzarella, salame, cicali (ovvero i ciccioli: pezzetti di grasso di maiale), pomodoro e pepe - ripiegato, fritto e servito in foglio di carta oleata.   

 

LA PIZZA AL PORTAFOGLIO 

La pizza a Napoli è un po' sempre di strada. La "pizza al portafoglio", che poi sarebbe semplicemente una pizza piegata in quattro e servita in un foglio di carta oleata. Queste si prendono direttamente dai baracchini fuori dalle pizzerie e si mangiano comodamente seduti su un gradino. 

 

FIORILLI, CROCCHÉ, SCAGLIOZZI, ARANCINI, ZAPPOLE, LA FRITTATA DI PASTA 

Molti dei manicaretti fritti sono simili ma non uguali a quelli siciliani:

i crocché, o crocchette, sono cazzilli di puré con pepe e sale e nulla più (anche se qualcuno ci mette il formaggio); 

gli arancini sono, di solito, solo delle polpette di riso, senza varie amenità; 

le zappole sono le classiche frittelle di pasta; 

i fiorilli - ma si dice ciurilli - sono i fiori di zucca che si friggono lisci o ripieni; 

gli scagliozzi sono pezzi di polenta in tutto simili a quelli baresi. Considerando che spesso i pezzi costano pochi centesimi l'uno, farci un bel cartoccio variegato è una meraviglia. 

In questa cornucopia di cose toste mettiamo pure la frittata di spaghetti. Sembra sia nata come piatto di recupero, ma ormai si cuoce la pasta (spaghetti, ma anche bucatini, maccheroni, quel che c'è), per poi usarla come ingrediente principale di un frittatone con uova, parmigiano, pancetta, scamorza, prezzemolo e chi più ne ha ... Il risultato è una sorta di enorme tortilla che si mangia a tranci comprata nei bar e che sazia a più non posso. 

 

I CUOPPI DI PESCE 

Il cuoppo è il più stradale dei cibi da passeggio: un cono di carta maròn riempito di ogni cosa. I più amati sono quelli pieni di pesci. 

E quindi acciughe in quantità, totani, gamberi, e soprattutto uno splendido baccalà.

 

O BROR'E PURP (IL BRODO DI POLPO) 

È struggente il brodo di polpo. Una cosa che sa proprio di miseria, di tempi cupi, di gente che ha bisogno di un poco di calore, un poco di sostegno. 

Non c'è piatto più povero, eccezion fatta forse per il brodo di trippe o la polenta con sopra strofinata l'acciuga. Fortunatamente di gente così povera da dover bere il brodo di polpo non ce n'è più, e fortunatamente, ciononostante, il brodo di polpo ancora si trova e ancora ti scalda, d'inverno, quando fa freddino e sei intirizzito. 

La ricetta? Un polpo buttato nell'acqua bollente: il ricco si mangia la bestia, il povero si sorbisce l'acqua (anche se oggi nell'acqua ti mettono anche un tentacolo). Si serve in una tazzona spolverizzato di abbondantissimo pepe.

 

LE TRIPPE 

Essendo uno dei cibi poveri per eccellenza, sono là dove ci sono vacche, là dove c'erano nobili e borghesi che si mangiavano filetti e sottofiletti, là dove c'era il popolino che si prendeva gli avanzi, cioè le frattaglie. Napoli non fa eccezione e ancora troverete tante tripperie con tanti bei pezzi appesi, ancora sgocciolanti, nelle vetrine sulla strada. Le trippe, qui, si mangiano fredde, condite giusto con limone e pepe.

 

I TARALLI, I RUSTICI, I PANINI NAPOLETANI 

Lo snack per antonomasia, a Napoli, sono i taralli. Li troverete ovunque, in qualsiasi baracchino, in qualsiasi bar, in qualsiasi vetrinetta. Sono dei grandi anelli biscottati amichevolmente chiamati "taralli 'nzogna e pepe" perché confezionati con sugna, pepe e soprattutto grandi mandorle tostate. Diciamo che più sono ruvidi, più sono genuini. 

Per citare qualche altro prodotto da forno ricordiamo: i rustici (tortini farciti di ricotta, salame, fior di latte, pepe), e i "panini napoletani" (delle sorte di strudel, cioè un impasto con dentro salame, provolone, uova, pepe, e gli inesorabili cicoli). 

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