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Storia e proprietą dei kaki


Il caco definito anche mela d'Oriente o Loto del Giappone è un frutto simbolo dell’inverno ma dalle caratteristiche dei frutti estivi: zuccherinità, succosità e colore. La sua morbida polpa gli ha fatto meritare il nome scientifico di "diospyros" cioè “pane degli dei”. Originario delle regioni calde della Cina, dove era conosciuto già nel Mille. E' considerato l’albero dalle sette virtù: vive a lungo, da una grande ombra, fra i suoi rami non ci sono nidi, non è attaccabile dai parassiti, le sue foglie giallo rosse sono decorative dall'autunno fino ai geli, il legno da un bel fuoco, è ricco di sostanze concimanti per il terreno grazie all'abbondante caduta di fogliame.
Furono i Giapponesi i primi a coltivarlo in modo intensivo. In Europa il kaki è arrivato alla fine del ‘700 come pianta ornamentale, ma l’interesse quale albero da frutta, in Francia e successivamente in Italia, risale a dopo la metà dell’800. Il primo esemplare impiantato nel nostro paese, fu posto ca. nel 1870/71  al giardino fiorentino di Boboli.
Pare che Giuseppe Verdi , conquistato dalla dolcezza dei kaki, ne fosse uno degli ammiratori più ghiotti.

Dal colore arancio intenso, questo frutti hanno una polpa gelatinosa dolcissima, morbida e cremosa, di solito vengono raccolti leggermente acerbi e fatti maturare in seguito per eliminare il tipico effetto astringente al palato provocato dall'elevato contenuto di tannini.

La varietà più comune in Italia è il Loto di Romagna. Questi frutti, ottimi per marmellate, gelatine di frutta e crostate, sono ideali come dessert, e se non volete servirli al naturale (ricordate si mangiano scavando la polpa con un cucchiaino), li potete anche degustare arricchiti con zucchero e champagne.
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