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Acqua, come sceglierla?


Testo di Helena Librizzi - Studentessa in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso Università San Raffaele Roma - Facoltà di Agraria

 

L’acqua è il principale componente chimico del nostro corpo e costituisce circa il 60 per cento del peso corporeo degli adulti. Tutta la fisiologia umana si basa sull’acqua. Ad esempio, l’acqua contribuisce a pulire dalle tossine gli organi vitali, trasporta le sostanze nutrienti alle cellule, fornisce un ambiente umido per mantenere efficienti le mucose presenti nell’apparato uditivo, nel naso, nella gola, regola la temperatura corporea, tramite la sudorazione, ed è il principale veicolo di espulsione degli scarti metabolici. In ogni momento della giornata ci si disidrata( sudorazione, tramite le feci e l’urina) quindi è importante bere per ricostituire le riserve di liquidi necessarie, ma in base a cosa scegliamo quale acqua acquistare? Con tre semplici regole!

Prima regola: il vetro meglio della plastica. Oggi le plastiche sono molto controllate, ma ignoriamo il percorso che le bottiglie compiono dal momento del confezionamento all’arrivo sullo scaffale del rivenditore, che può includere stoccaggio o trasporto sotto il sole.

Seconda regola: guardare il residuo fisso, che è la quantità di sali minerali che rimangono depositati, dopo che un litro d’acqua viene fatto evaporare a 180°C. In base al contenuto in sali minerali, le acque minerali si classificano come:

MINIMAMENTE MINERALIZZATE con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l sono molto leggere, favoriscono la diuresi e l’eliminazione di piccoli calcoli renali, da non preferire regolarmente perché i sali minerali sono utili al nostro organismo.

OLIGOMINERALI con un residuo fisso inferiore ai 500 mg/l. Il loro ridotto contenuto in sali minerali le rende adatte ad un uso quotidiano, favoriscono anch’esse la diuresi e contengono poco sodio

MINERALI con un residuo fisso compreso tra i 500 e i 1000 mg/l. In queste acque il contenuto in sali minerali è piuttosto elevato, per questo motivo non è consigliabile berne più di un litro al giorno, è opportuno infatti alternare nella giornata il loro consumo con quello di acque oligominerali ma sono ottime per i periodi caldi in cui si suda maggiormente.

RICCHE DI SALI MINERALI con un residuo fisso superiore ai 1500 mg/l.Dato che sono molto ricche di sali, devono essere bevute a scopo curativo e su consiglio del medico.

Terza regola: nitrati e nitriti, Sono sostanze che se presenti in concentrazioni minime non creano problemi e non sono pericolose, ma se assunte in eccesso possono ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue. Nelle acque minerali il dosaggio massimo è di 45 mg/l ma scende a 10 mg/l nel caso di quelle utilizzate per i neonati. In conclusione quali sono le acque migliori? Anna Villarini, biologa nutrizionista  del Dipartimento di Medicina Predittiva e della Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ci svela il segreto “Il trucco è semplice ed è lo stesso che utilizziamo in alimentazione: variare il più possibile, Una sorgente non potrà mai darci tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno, quindi più siamo monotematici più rischiamo carenze. Evitiamo di comprare sempre la stessa marca e abituiamoci invece a cambiare con periodicità, imparando a riconoscere il gusto delle diverse acque.”

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