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7 motivi per evitare il consumo di cibo industriale


Il cibo confezionato e troppo lavorato è meno sano del suo equivalente naturale, è noto: che cosa lo rende meno sano? Robert Lustig, pediatra dell'università della California a San Francisco, esperto di obesità infantile, elenca 7 motivi che fanno dei cibi processati alimenti meno salutari. Si definisce "processato" il cibo destinato alla produzione di massa che, attraverso una lavorazione industriale, viene confezionato in lotti uguali in tutto il mondo, che ha una lunga vita da scaffale (o da freezer o frigorifero) e contiene additivi che lo mantengono emulsionato (cioè fanno sì che la parte grassa e quella acquosa restino mischiate, anziché separarsi).

 

7 motivi per evitare il consumo di cibo industriale 

1. NON CONTIENE ABBASTANZA MICRONUTRIENTI. Offre cioè un basso apporto di vitamine e minerali, indispensabili per proteggere l'organismo dai danni cellulari.

2. RICCO DI ACIDI GRASSI TRANS. Queste molecole sono strutturalmente diverse da altri grassi, come gli omega-3 o gli omega-6. A causa di almeno un doppio legame presente al loro interno, il corpo non riesce a metabolizzarle e finiscono per trasformarsi in colesterolo "cattivo" (LDL) e intasare arterie e fegato.

3. POVERO DI FIBRE. Se gli alimenti previsti per cena sono prelavorati e facili da cucinare, probabilmente sono poveri delle fibre normalmente contenute in frutta e verdura. Queste rivestono l'intestino di una sostanza gelatinosa che rallenta l'assorbimento degli zuccheri e facilita il lavoro dei batteri intestinali.

4. TROPPO FRUTTOSIO. Anche se i bambini di norma non hanno accesso all'etanolo, consumano grandi quantità di fruttosio, un tipo di zucchero contenuto sia in vari tipi di frutta e verdura, sia in molti cibi industriali. Il fegato lo metabolizza come l'etanolo: il risultato è che sempre più bambini sono affetti da fegato grasso e persino da patologie di norma collegate al consumo di alcol. 

5. ECCESSIVAMENTE SALATO. Di norma i cibi processati contengono più sale di quanto ne aggiungeremmo agli alimenti naturali durante la cottura: un alto consumo di sale è legato a condizioni come l'ipertensione (un'elevata pressione del sangue nelle arterie) e problemi cardiovascolari.

6. PIENO DI EMULSIONANTI. Questi additivi sono presenti soprattutto nelle salse cremose, nelle caramelle e in molti gelati o creme industriali. Fanno sì che la parte acquosa e quella grassa di un'emulsione si amalgamino in modo stabile, ma allo stesso tempo, una volta ingeriti, possono attaccare e rimuovere parte del muco che riveste e protegge le cellule intestinali. Possono quindi predisporre a malattie dell'intestino o allergie alimentari.

7. TROPPI NITRATI. Sono additivi che conferiscono alle carni processate (gli insaccati) il caratteristico colore rosso acceso. In un ambiente acido come quello del nostro apparato digerente, generano composti cancerogeni. 

 

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