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7 consigli per un'esperienza gastronomica consapevole


1 - Discutete solo delle cose che conoscete, o delle esperienze che avete effettivamente fatto. Per esempio, dei cibi e delle bevande che avete effettivamente mangiato, delle cucine che avete provato. Non indulgete al chiacchiericcio compulsivo, all'asserzione superficiale.

2 - Abbassate le vostre aspettative, e depotenziate gli orizzonti d'attesa, esercitando un leggero distacco e forme di rilassamento.

3 - Assaggiare non è una competizione, tra voi fruitori e l'autore di ciò che assaggiate. Bere una bottiglia di vino ricercata o mangiare i piatti di un noto cuoco non sono azioni che producono un corpo a corpo agonistico con tali oggetti e i loro creatori. L'esperienza scaturisce da una relazione riuscita; per riuscire, una relazione richiede disponibilità e aperture. Niente di più sbagliato che vivere un' esperienza con diffidenza preventiva o con l'idea che si stia per essere ingannati.

4 - Sviluppate massicce dosi di ironia, l'ironia è la chiave della saggezza: non prendersi troppo sul serio ma credere in ciò che si fa. Siate appassionati e ironici (e quindi anche auto-ironici). Questo doppio registro, difficile da raggiungere e da agevole è tanto del corpo che della mente. Di conseguenza, non siate troppo ossessivi sui particolari.

5 - Cercate di percepire prima l'insieme, e dopo eventualmente i dettagli, non il contrario. L'esperienza del cibo è un'esperienza complessa e sintetica che può diventare analitica solo in seconda battuta e per scopi specifici. 

6 - Non abbiate preferenze e inclinazioni assolute, l'atteggiamento preferibile è quello che riconosce il miglior vino o il miglior piatto nell'ultimo che avete bevuto o mangiato, oppure nel prossimo che gusterete.

7 - Passate con flessibilità e piacere dall'alto al basso, dall'alimento più curato e sofisticato a quello più schietto e semplice.

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